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Antropologia
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  This is an Open Access Journal Open Access journal
ISSN (Print) 2281-4043 - ISSN (Online) 2420-8469
Published by Ledizioni Homepage  [3 journals]
  • Emergenza: una categoria stratificata e plurale. Riflessioni introduttive

    • Authors: Irene Falconieri, Elisabetta Dall'O', Giovanni Gugg
      Pages: 7 - 24
      Abstract: Ragionare di emergenze e crisi è da sempre un compito complesso, una sfida ormai da lungo tempo accolta dall’antropologia che richiede oggi nuove forme di impegno epistemologico, analitico e politico rese sempre più necessarie dal rapido avvicendarsi di eventi storici dal forte impatto destabilizzante. [...] Siamo immersi in una condizione emergenziale divenuta strutturale che orienta agende e pratiche politiche in numerosi ambiti della vita pubblica. Una condizione che vogliamo provare a comprendere a partire da contesti di ricerca e prospettive interpretative di lunga durata, sganciate dal sentimento di urgenza che contraddistingue le politiche pubbliche in “tempi virali”, ma comunque capaci di porsi in una prospettiva dialogica con il presente per riflettere criticamente sulla categoria di emergenza, così come sugli effetti che le narrazioni e le politiche pubbliche di tipo emergenziale possono produrre nella quotidianità di territori e persone che ne sono investite.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada202219627-24
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Oltre la “doppia emergenza”. La pandemia da Covid-19 e le aree
           abitative emergenziali del post-terremoto dell’Appennino centrale
           (2016-2017)

    • Authors: Claudia Della Valle, Enrico Mariani
      Pages: 25 - 44
      Abstract: Nel quadro dell’ampia riflessione interdisciplinare sul tema dell’abitare nelle aree interne, questo contributo si propone di indagare la relazione tra l’emergenza pandemica e l’abitare temporaneo post-disastro. Si descrive una ricerca comparativa all’interno di due aree abitative temporanee in provincia di Macerata, installate a seguito del sisma che nel 2016-2017 ha duramente colpito l’Appennino centrale. L’utilizzo di metodi qualitativi, in particolare etnografici, permette di evidenziare, da un lato, l’emergere di configurazioni abitative che richiamano processi resilienti già attivati a seguito del sisma; dall’altro l’acuirsi, durante la pandemia, di vulnerabilità legate all’abitare temporaneo post-disastro. La diffusione della pandemia ha portato all’evidenza come nelle aree interne colpite dal sisma, già caratterizzate da sospensione e da temporaneità, l’emergenza sembra cronicizzarsi e rappresentare la quotidianità, anziché una condizione straordinaria.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada2022196325-44
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Il tempo delle emergenze. Prospettive teoriche e campi di ricerca per
           l’antropologia tra disastri e cambiamenti climatici

    • Authors: Elisabetta Dall'O', Irene Falconeri, Giovanni Gugg
      Pages: 45 - 71
      Abstract: Il presente contributo prende le mosse da tre ricerche etnografiche e da tre scenari di disastro articolati su tempi, campi di ricerca ed evidenze scientifiche e sociali diversi, e propone una riflessione multifocale e multivocale attorno ai concetti di emergenza, di rischio e di crisi. Considerandoli come eventi processuali e interconnessi, il lavoro propone una visione dei disastri inscritti negli attuali scenari di crisi climatica, ecologica e ambientale, riconoscendone il comune tratto antropocenico, e proponendo una riflessione sulla “natura” fortemente sociale e culturale della razionalità che orienta le risposte al rischio. I tre casi qui proposti risultano paradigmatici della declinazione nel “tempo” e nella “lunga durata” dei disastri e delle crisi, come pure della vulnerabilità socioculturale e ambientale delle comunità che li vivono, percepiscono, o che al contrario ne risultano “accecate”. Il contributo permetterà di valorizzare il ruolo dell’antropologia nell’interrogare e nel far dialogare tra loro scale e scenari di azione differenti, inserendo questi casi “locali” in un più ampio dibattito di portata globale.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada2022196445-71
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • La crisi dell’industria nucleare e l’emergenza dei rifiuti
           radioattivi. Criticità e opposizioni presso il Centro ITREC di Rotondella
           

    • Authors: Elena Dinubila
      Pages: 73 - 95
      Abstract: Basandosi su una ricerca storico-etnografica, l’articolo indaga vari modi di vivere e rappresentare le criticità legate ai rifiuti radioattivi custoditi presso l’ex impianto di ricerca nucleare Trisaia-ITREC. Facendo dialogare il materiale d’archivio con le fonti orali, si mostrerà come la crisi dell’industria nucleare in Italia comporti un cambiamento di segno, da positivo a negativo, dell’elemento radioattivo e una nuova considerazione dei rischi nel dibattito pubblico. Nel quadro dei discorsi politici, dell’informazione mediatica e delle retoriche aziendali, la questione dei rifiuti è affrontata come un’urgenza rispetto alla quale la costruzione del deposito nazionale costituirebbe una soluzione immediata. In una prospettiva diversa si inseriscono i tentativi di de-stigmatizzazione del territorio e di domesticazione dei rischi delle popolazioni locali, per le quali la criticità dei rifiuti esprime una crisi di lungo periodo da affrontare con dei dispositivi capaci di proiettarsi in un futuro lontano e incerto.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada2022196573-95
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • “L’emergenza la sentivi ovunque”. Temporalità e Confini della
           Tecnoscienza e della Cura nell’epidemia di Xylella fastidiosa in Salento
           

    • Authors: Enrico Milazzo, Christian Colella
      Pages: 97 - 121
      Abstract: Il ritrovamento del patogeno vegetale Xylella fastidiosa in Salento (regione geografica situata nell’estremità sudorientale d’Italia) ha portato nel 2015 alla dichiarazione di uno stato di emergenza fitosanitaria. In questo contributo la temporalità dell’emergenza, all’interno della quale si collocano gli interventi scientifici ed istituzionali, è esaminata criticamente in comparazione con l’emergere delle temporalità della cura. Attraverso una ricerca di campo collettiva e transdisciplinare condotta (e ancora in corso) in Salento, questo articolo sottolineerà come le risposte politiche, epistemiche, relazionali ed interspecifiche messe in atto dalla parte della popolazione locale hanno rappresentato non solo una risposta al disastro ecologico, ma anche al management emergenziale della crisi. In particolare, ci concentreremo sul ruolo della tecnoscienza e l’importanza delle pratiche di cura dei suoli attraverso le riflessioni sulla cura portate avanti da María Puig de la Bellacasa. Interrogandoci, in fine, sull’utilizzo da parte dei management politici del paradigma emergenziale come risposta alle crisi ambientali dell’Antropocene. Le temporalità della cura appaiono come un orizzonte di pratiche che diviene necessario realizzare, attraverso le quali ricomporre una sincronia e una corrispondenza temporale con le entità non-umane.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada2022196697-121
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Eterocronia nell’emergenza migranti: tempo dell’attesa e tempo
           frenetico nel sistema d’asilo/accoglienza italiano

    • Authors: Silvia Pitzalis
      Pages: 123 - 140
      Abstract: In Italia, dagli anni Novanta, la gestione della mobilità umana fondata sulla logica dell’emergenza ha prodotto e rafforzato nozioni quali imprevedibilità, immediatezza, tempestività e urgenza, con ripercussioni ed esiti ormai riconoscibili a livello globale. In questo contributo vorrei, quindi, dimostrare come il tempo strutturale dell’emergenza – imposto come unico e universale – si scomponga in una molteplicità di forme temporali (eterocronia) in relazione alla materialità degli inquadramenti sociali, alle percezioni, alle esperienze e alle pratiche dei diversi soggetti coinvolti nel campo dell’asilo/accoglienza. Attraverso l’esposizione di alcuni casi emersi durante una lunga esperienza etnografica (2016-2020), si metterà in luce l’importanza di realizzare un’antropologia del tempo emergenziale riconducibile alle esperienze dell’attesa delle/dei richiedenti e dei ritmi frenetici cui è sottoposto il personale che, a diversi livelli, opera nel sistema d’asilo/accoglienza, al fine di evidenziare l’incessante interscambio trasformativo tra il tempo e i diversi processi delineati nel tempo.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada20221967123-140
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Water protectors ‘behind the screen’. Digital activism practices
           within the #nodapl movement

    • Authors: Nicola Renzi
      Pages: 141 - 162
      Abstract: Oggetto di questo articolo sono i processi di partecipazione globale e di ascolto politico innescati dal movimento #NoDAPL in contrasto alla realizzazione della Dakota Access Pipeline (DAPL). L’attenzione è segnatamente rivolta verso istanze di hashtag activism, un fenomeno che ha esercitato un ruolo determinante nella mediatizzazione delle rivendicazioni territoriali indigene nel corso delle proteste. Adottando l’hashtag #NoDAPL come specifica chiave di lettura, l’obiettivo è quello di esaminare le modalità attraverso cui gli attivisti di Standing Rock (Water Protectors) hanno riformulato, nel vasto e composito panorama della rete, il dibattito sulla persistenza locale di politiche coloniali percepite come potenzialmente catastrofiche per la sostenibilità sociale e ambientale globale. Hashtag come #NoDAPL e #WaterIsLife hanno catalizzato l’attenzione dei mass media, della politica e del più ampio pubblico su tali tematiche, da un lato, assicurando la presenza di un commentario polifonico e transmediale sull’andamento delle manifestazioni a Standing Rock e, dall’altro, invitando singoli individui e gruppi di tutto il mondo all’organizzazione di flash mob, marce, incontri informativi e occasioni di scambio di qualsiasi natura a supporto delle rivendicazioni indigene. L’attivismo digitale si offre come un fenomeno ricco ed efficace per l’esplorazione netnografica dei nessi tra marginalizzazione, partecipazione e ascolto politico. Applicando le teorie della mediatizzazione e della virtualità ai metodi dell’etnografia digitale si analizza il contesto sopraindicato con l’obiettivo di produrre un breve riepilogo degli impatti che il movimento #NoDAPL ha avuto nei confronti dei contemporanei processi di indigenous voicing e policy-making negli USA e nel mondo.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada20221968141-162
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Ambiti di relazionalità, storie di famiglia, rappresentazioni grafiche: i
           Malinowski in Alto Adige/Südtirol

    • Authors: Daniela Salvucci
      Pages: 163 - 183
      Abstract: Questo testo ripercorre la storia della famiglia di Bronislaw K. Malinowski (1884-1942), sua moglie Elsie R. Masson (1890-1935) e delle loro tre figlie in Alto Adige/Südtirol negli anni ’20 e ’30, a partire da fonti bibliografiche. Il caso della famiglia Malinowski servirà a illustrare una proposta di rappresentazione grafica sperimentale degli ambiti sociali e delle temporalità relazionali familiari e parentali. Concetti legati ai nuovi studi di parentela e famiglia (Carsten 2000, 2004) e alle idee di ambiente come “campo di relazioni” e “maglia di linee di vita” della nuova ecologia di Ingold (2000, 2015) sono la base teorica di questo esperimento. Le proposte grafiche presentate possono integrare le mappe genealogiche e i diagrammi antropologici di parentela. Da una parte, queste nuove rappresentazioni mettono a fuoco la complessità degli ambiti-ambienti relazionali, evidenziando l’importanza dei luoghi e la centralità di particolari tecnologie di relazione. Dall’altra, danno forma alle temporalità delle storie di vita e di famiglia, rappresentando gli intrecci e gli sviluppi delle vicende e delle relazioni vissute e narrate.
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada20221969163-183
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Recensioni

    • Authors: Autori Vari
      Pages: 185 - 199
      Abstract: Richard D.G. Irvine, 2020, An Anthropology of Deep Time. Geological Temporality and Social Life, Cambridge, Cambridge University Press (di Marta Gentilucci) Eduardo Kohn, 2021, Come pensano le foreste: Per un’antropologia oltre l’umano, Milano: Nottetempo (di Marco Bernardini) Menno Schilthuizen, 2021 (2018), Darwin va in città. Come la giungla urbana influenza l’evoluzione, Milano: Raffaello Cortina (di Lucilla Barchetta) Mario Marasco, 2021, Spacciati rabbiosi coatti. Periferia romana e costruzione del panico morale, Verona: Ombre Corte (di Giacomo Pozzi)
      PubDate: 2022-06-21
      DOI: 10.14672/ada20221970185-199
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
  • Note sugli autori

    • Authors: Note sugli autori
      Pages: 201 - 204
      Abstract: Note sugli autori
      PubDate: 2022-06-15
      DOI: 10.14672/ada20221971201-204
      Issue No: Vol. 9, No. 2 N.S. (2022)
       
 
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