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Nóema
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  This is an Open Access Journal Open Access journal
ISSN (Print) 2239-5474
Published by U of Milan Homepage  [35 journals]
  • La filosofia come imperativo di fuoco

    • Authors: Silvia Zanelli
      Pages: 1 - 11
      Abstract: Nel presente articolo tenteremo di mettere in luce in che modo la filosofia di Gilles Deleuze intrattenga un rapporto ineludibile con il tema delle pratiche, volendo mostrare il profondo interesse che il pensatore francese nutre nei confronti dei πράγματα. Per seguire un tale itinerario, al contempo speculativo e pragmatico, ci soffermeremo su alcuni concetti chiave dell’opera deleuziana (creazione, invenzione, problematicismo, drammatizzazione e genesi), che crediamo possano contribuire a mettere in luce nel suo agire evenemenziale la dimensione “praticalista” del pensiero di Deleuze.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18848
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Toward a Pragmatist Account of Human Practices

    • Authors: Vincent Colapietro
      Pages: 1 - 24
      Abstract: Questo articolo si sofferma su una curiosa lacuna nella tradizione pragmatista. Negli scritti dei pragmatisti americani classici (Peirce, James, Dewey, Mead e Lewis) pochissima attenzione è dedicata all'articolazione di una concezione delle pratiche e, più in generale, dei pragmata. L'autore offre uno schizzo di quella che egli ritiene essere una descrizione pragmatista delle pratiche umane. Sottolinea come per i pragmatisti stessi la teoria sia una pratica o, più precisamente, una famiglia allargata di pratiche in evoluzione, che intrattengono relazioni complesse con altre pratiche. Inoltre, ritiene che una tale prospettiva sulle pratiche sia fondamentalmente in opposizione ai vari tentativi di fornire una giustificazione trascendentale per qualsiasi pratica umana. L'autore prende spunto da una breve ma suggestiva discussione sul linguaggio, la legge e la verità contenuta nel Pragmatismo di William James e sviluppa le implicazioni della trattazione jamesiana di questi temi. Nel corso di questo lavoro, l'autore propone di comprendere un'opera classica (come un testo filosofico o una composizione musicale) in una prospettiva strettamente storicista. L'articolo si conclude con una riflessione su quanto l'intelligenza creativa sia stata 'coscritta' dall'agenda bellicosa dei regimi nazionali o imperialistici, pur nutrendo la speranza che l'intelligenza creativa possa liberarsi in qualche misura dalla macchina bellica degli stati nazionali.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18856
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Azione, prassi, storia

    • Authors: Giovanni Fava
      Pages: 12 - 30
      Abstract: Il presente articolo esplora il significato del concetto di “istituzione”, prestando particolare attenzione all’esposizione che Merleau-Ponty ne dà nelle pagine del corso tenuto al Collège de France nel 1954-1955, L’institution, la passivité. Il saggio mira a mostrare come, attraverso tale nozione, sia possibile pensare una concezione dell’agire, della prassi e quindi della storia che connette il lato attivo e passivo del fare. Il contributo prende le mosse da un’analisi delle critiche che Merleau-Ponty rivolge a Sartre nel corso de Le avventure della dialettica, per mostrare il bersaglio polemico al quale si rivolge la concezione dell’azione sviluppata nel corso sull’istituzione. Dopodiché, prende in considerazione più da vicino l’articolazione del tema nel corso sull’istituzione. Infine, cerca di descrivere la concezione della storia che emerge da tale plesso concettuale. In conclusione, il contributo propone un’apertura del problema dell’istituzione a problemi della contemporaneità, come quello dell’agency.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18932
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Abstract Life

    • Authors: Keith Robinson
      Pages: 25 - 44
      Abstract: In questo articolo sostengo che Deleuze, Whitehead e Bergson condividono un simile approccio riguardo all'astrazione, un approccio che fondamentalmente è "pragmatista" (in senso ampio, vicino al pragmatismo "fantastico" di James Williams). Appoggiandosi a William James, un nome per questo approccio metodologico condiviso è empirismo radicale, meglio compreso, nella mia visione, nel contesto della filosofia del processo. Benché quegli autori condividano un approccio simile, evidenzierò alcune differenze tra gli empiristi radicali nel modo in cui essi pensano alle loro astrazioni chiave, che coinvolgono i temi della relazione, del divenire e dello spazio-tempo. Tutti e tre i pensatori ci offrono astrazioni per pensare la vita come creazione del nuovo.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18846
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Il campo ilonoetico

    • Authors: Nicola Turrini
      Pages: 31 - 46
      Abstract: Questo saggio si propone di analizzare alcune istanze della Material Engagement Theory (MET) proposta da Lambros Malafouris nelle sue intersezioni con la filosofia speculativa di Alfred North Whitehead. Malafouris non fa infatti riferimento alla filosofia speculativa come semplice supporto delle sue teorie ma individua piuttosto una serie di problemi comuni all’impostazione MET e alla filosofia dell’organismo di Whitehed, che vertono sostanzialmente attorno al rapporto tra noesis e praxis. Nel dettaglio, il testo si soffermerà sulle modalità attraverso cui la teoria MET rimette in discussione, in modo originale e fecondo, il rapporto tra teoria e prassi, riattualizzando il peculiare modo con cui Whitehead intende il concetto di αἴσθησῐς.
      PubDate: 2022-11-20
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Practice and practicing

    • Authors: Mark Okrent
      Pages: 45 - 62
      Abstract: Questo articolo si interroga su ciò di cui i filosofi hanno parlato, o dovrebbero parlare, quando parlano di "una pratica". La questione è complicata per il fatto che, almeno in inglese, esistono diversi sensi piuttosto distinti della parola "pratica", in due dei quali "pratica" è usato come un sostantivo e in altri due sensi "pratica" è usato come un verbo. Tutti questi usi, sia nominali che verbali, sono in realtà ben distinti, ma chiaramente connessi, a ciò che interessa ai filosofi quando parlano di "una pratica". In Due concetti di regole John Rawls ha offerto una definizione di 'pratica' che ha influenzato le successive discussioni filosofiche su cosa significhi essere una pratica: «Uso la parola 'pratica' come una sorta di termine tecnico che indica qualsiasi forma di attività specificata da un sistema di regole che definisce posizioni, ruoli, mosse, penalità, difese e così via, e che dà all'attività la sua struttura. Come esempi si può pensare ai giochi e ai rituali, ai processi e ai parlamenti».  La tesi centrale di Due concetti di regole è che le regole consequenzialiste e deontiche (o norme) sono entrambe essenzialmente coinvolte nell'istituzione e nella valutazione delle pratiche. La tesi del presente lavoro, tuttavia, è che se ci si concentra sul processo di esercizio di una pratica per sviluppare e mantenere la capacità di occupare con successo una posizione in una pratica rawlsiana, si può vedere che Rawls ha sbagliato sia a identificare il carattere di queste norme sia a individuare i loro obiettivi.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18857
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • La veridizione neoliberale

    • Authors: Filippo Greggi
      Pages: 47 - 67
      Abstract: A partire dalla tesi che nel neoliberalismo è all’opera una pratica di governo degli altri che si effettua
      tramite la sollecitazione di un modo particolare di governo di sé, nel presente contributo si tenterà di
      considerare lo specifico regime di verità che si profila in relazione a questa forma di esercizio del
      potere. Per comprendere questa particolare declinazione della veridizione come tecnica di sé atta ad
      assicurare il governo degli altri l’articolo si svilupperà in tre parti. In un primo momento si tenterà di
      definire la nozione di regime di verità affinché sia possibile comprenderne la portata in relazione alla
      governamentalità neoliberale. Si avrà così modo, in un secondo momento, di analizzare il regime di
      verità neoliberale andando a definire il suo funzionamento e i suoi bersagli. Sarà possibile, infine,
      studiare gli effetti che tali pratiche veridizionali ingenerano nei processi di soggettivazione nella misura
      in cui producono un individuo imprenditore di sé, le cui scelte e comportamenti devono essere animati
      dalla logica del capitale umano.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18854
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Fantastic Pragmatism

    • Authors: James William
      Pages: 63 - 75
      Abstract: L'accezione quotidiana di pragmatico implica idee di pratica sensata, cauto realismo rispetto alle situazioni attuali, flessibilità unita a conoscenza tecnica e prioritizzazione dell'utile, in opposizione a ideali irrealistici e dannosi. Nel presente saggio mi oppongo a questo sapore tecnico e ragionevole del pragmatismo, presente in molte delle sue versioni storiche e contemporanee. Il pragmatismo può essere inteso come un approccio tecnico, realistico e pratico, che evita gli eccessi delle ideologie astratte. Difenderò la tesi che il pragmatismo dovrebbe essere fantastico, nel senso preciso di metafisicamente inventivo. Nel presentare quest'ultima argomentazione, il mio principale punto critico sarà la versione metafisicamente "quietista" del pragmatismo, in particolare quella difesa da David Macarthur. La prospettiva del saggio è controintuitiva, in quanto sembra impegnare il pragmatismo nelle forme di idealismo che ha cercato di criticare e di sfuggire. Se la metafisica propone immagini ideali del mondo, in contrapposizione a descrizioni dettagliate, locali e basate sull'evidenza - unite a una sperimentazione rigorosa - allora le fantasie della metafisica sono esattamente ciò che il pragmatismo dovrebbe evitare. In risposta a questa controparte critica, sosterrò che il pragmatismo dovrebbe essere metafisicamente inventivo proprio perché non può evitare di essere metafisico. Nel contributo cercherò inoltre di mostrare come il pragmatismo dovrebbe essere auto-critico nella sua "fantasiosità".
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/19025
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Risonanze pragmaticistiche in T. Kuhn

    • Authors: Davide Giovedì
      Pages: 68 - 97
      Abstract: La struttura delle rivoluzioni scientifiche, dopo più di mezzo secolo dalla sua pubblicazione, è ancora in grado di offrire un contributo alla pratica filosofica' In questo articolo, attraverso i concetti peirceani di Abito, Abduzione e Verità, si propone una lettura pragmaticista del testo di Kuhn che intende rilanciare un fecondo confronto, ancora poco considerato, tra i due filosofi.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18860
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • The Birth of American Phenomenology in Josiah Royce's "New
           Phenomenology"

    • Authors: Jason Bell
      Pages: 76 - 104
      Abstract: Questo articolo esplora la nascita della Fenomenologia americana nella "Nuova Fenomenologia" di Josiah Royce, proposta nel suo Thought Diary (1878-1880), in dialogo sia con il tema della pratica contemplativa di Husserl sia con la versione del pragmatismo di Peirce.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/19027
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Ripensare l’Empirismo Radicale di William James e Alfred North Whitehead
           per costruire nuove pragmatiche eco-politiche nel presente

    • Authors: Valeria Cirillo
      Pages: 98 - 120
      Abstract: In questo articolo, tratterò di come l’empirismo radicale, pensato insieme al pragmatismo di James e al metodo speculativo di Whitehead, operi un decentramento del ruolo della coscienza umana nel processo di costruzione del reale. Questa operazione, concentrandosi sulla primarietà delle relazioni nella co-costituzione delle entità tutte con gli ambienti, può essere uno strumento utile per ripensare pragmatiche eco-politiche all’interno di un’epoca precaria come quella della crisi socio-climatica. Il metodo speculativo di W. e il pragmatismo di J, assumendo un’esperienza assoluta che è il prodotto immanente di un insieme di relazioni/flussi e materia, pongono il pensiero, gli oggetti, gli immaginari e i viventi, tra cui l’umano, in un processo di costituzione costante e reciproco della realtà. L’esperienza dell’empirismo radicale, accompagnata dal pragmatismo e dal metodo speculativo, può divenire in questa direzione uno strumento pratico per comporre nuove idee capaci di ingaggiarsi nel reale per creare nuovi ambienti insieme ai viventi e non con cui l’umano condivide la vita sulla terra.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18914
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
  • Discorso filosofico, esperienza e soggettività

    • Authors: Alfonso Di Prospero
      Pages: 121 - 129
      Abstract: Nella filosofia vi sono dimensioni di tipo pubblico e politico e dimensioni che sono essenzialmente di carattere individuale. C'è qualcosa di simile a un confine tra questi due piani' È in qualche modo individuabile' Quali sono i limiti dell'influenza sociale sulla mente del singolo' Faccio riferimento in questo scritto alle opere di Piaget, Nietzsche, Foucault, Elias. I principali strumenti concettuali che utilizzo sono connessi con la funzione dell'esperienza e dell'induzione.
      PubDate: 2022-11-20
      DOI: 10.54103/2239-5474/18927
      Issue No: Vol. 1, No. 13 (2022)
       
 
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