A  B  C  D  E  F  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  X  Y  Z  

  Subjects -> PHILOSOPHY (Total: 762 journals)
The end of the list has been reached or no journals were found for your choice.
Similar Journals
Journal Cover
Doctor virtualis
Number of Followers: 0  

  This is an Open Access Journal Open Access journal
ISSN (Print) 2035-7362 - ISSN (Online) 2035-7362
Published by U of Milan Homepage  [35 journals]
  • Introduzione, per i vent'anni di "Doctor Virtualis"
           (2002-2022)

    • Authors: Maria Cristina Bartolomei, Alessandra Capacchione, Aldo Andrea Cassi, Alfio Ferrara, Francesca Forte, Massimo Parodi, Marco Rossini, Amalia Salvestrini
      Pages: 5 - 15
      Abstract: L’introduzione al fascicolo Analogia e medioevo sive vent’anni di analogie presenta il numero 18 di "Doctor Virtualis" e traccia le tappe fondamentali della rivista. Si delineano dapprima alcune linee della storia della rivista e le sue ispirazioni teoriche e storiografiche principali, per poi mettere in luce le ragioni della rilevanza del tema dell’analogia, come oggetto utilizzato e pensato nei secoli medievali e come strumento di ricerca storiografica, e infine si conclude con l’articolazione del fascicolo. The introduction to the issue Analogy and the Middle Ages sive twenty years of analogies presents issue n. 18 of Doctor Virtualis and traces the milestones of the journal. It first sketches some lines of the history of the journal and its main theoretical and historiographical inspirations, then highlights the reasons for the relevance of the theme of analogy, as an object used and thought of in the medieval centuries and as a tool for historiographical research, and finally concludes with the articulation of the issue.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19494
       
  • Aperto per chi' Il valore della scienza aperta

    • Authors: Paola Galimberti
      Pages: 17 - 28
      Abstract: Ci troviamo in un’epoca di grandi mutamenti e di veloce evoluzione della comunicazione scientifica. Alla chiusura e inaccessibilità di testi, dati e processi di qualità si sostituisce la richiesta corale di trasparenza, equità e democraticità. All’idea di una scienza competitiva ed esclusiva si sostituisce quella di una scienza collaborativa in cui la condivisione dei risultati è il valore fondante e punto di forza per un più veloce sviluppo. Cambia e viene messo in discussione il ruolo degli editori commerciali che devono reinventarsi in questo nuovo contesto, cambiano gli equilibri di potere fra editor, revisori ed autori. Gli strumenti per rispondere a questa richiesta corale di trasparenza sono tutti a nostra disposizione, ma ancora da parte delle comunità scientifiche si avverte qualche difficoltà a recepire le nuove modalità di pratica, validazione e disseminazione della ricerca. Ancora si assiste a una certa diffidenza e forse sgomento di fronte ai pubblici possibili e ad un ciclo di vita delle ricerche che è potenzialmente infinito. Sulle spalle dei giganti, citava Newton. E ciò è soprattutto vero se vengono eliminate le barriere economiche e legali che hanno fino ad ora rappresentato un ostacolo, o per lo meno un rallentamento per lo sviluppo della ricerca scientifica. "Doctor Virtualis" è una rivista umanistica, di settore, che ha abbracciato in tempi piuttosto lontani la filosofia dell’apertura promossa dall’ateneo che oggi si è rivelata vincente. La sua storia è la storia della piattaforma di riviste che la ospita alla quale la rivista ha aderito fin dal primo anno. We are in an era of rapid evolution of scholarly communication. The inaccessibility of quality texts, data, and processes is being replaced by a choral demand for transparency, equity, and democraticity. The idea of a competitive and exclusive science is replaced by that of a collaborative science in which the sharing of results is the founding value and strength for faster development. The role of commercial publishers who must reinvent themselves in this new context changes and is challenged; the balance of power between editors, reviewers and authors changes. The tools for responding to this choral demand for transparency are all at our disposal, but still from the scientific communities there is some difficulty in taking on board the new ways of practicing, validating and disseminating research. There is still some distrust and perhaps dismay in front of possible audiences and a research life cycle that is potentially never-ending. On the shoulders of giants, Newton quoted. And this is especially true if the economic and legal barriers that have hitherto been an obstacle, or at least a slowdown to the development of scientific research are removed. Doctor Virtualis is a humanistic journal that embraced in rather distant times the philosophy of openness promoted by the university that has proved successful today. Its story is the story of the journal platform that hosts it to which the journal has joined since its first year.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19482
       
  • Uno su mille. Contrappunto sulla predestinazione in Agostino

    • Authors: Massimo Parodi
      Pages: 31 - 49
      Abstract: Una riflessione, talvolta discutibile, su un problema centrale nello studio della storia, sul modo cioè di comprendere la sensibilità di uomini del passato, cercando di accostarla alla sensibilità di uomini nostri contemporanei. Si considera, come caso esemplare e particolarmente difficile, la riflessione di Agostino sul tema della grazia e della predestinazione. Ogni trasposizione di dottrine anche lungo la linea del tempo storico è certamente un tradimento delle intenzioni originali dell’autore, ma un tradimento necessario per sperare di capirlo. L’intreccio di tesi su predestinazione, grazia, destino e carattere può aiutare, ma solo a condizione di essere consapevoli che si tratta comunque di analogie che mai riescono a chiarire completamente, ma possono aiutare. A reflection, sometimes questionable, on a central problem in the study of history, that is, on how to understand the sensibility of men of the past, trying to approach it to the sensibility of our contemporary men. We investigate, as an exemplary and particularly difficult case, Augustine's reflection on the subject of grace and predestination. Any transposition of doctrines even along the historical timeline is certainly a betrayal of the author's original intentions, but a necessary betrayal to hope to understand him. The interweaving of theses on predestination, grace, destiny, and character can help, but only on the condition of being aware that these are nevertheless analogies that never succeed in fully clarifying, but can help.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19493
       
  • Macchine per analogie. Note sul trattamento automatico dell’analogia

    • Authors: Alfio Ferrara, Massimo Parodi, Amalia Salvestrini
      Pages: 51 - 76
      Abstract: Il presente articolo intende riflettere su come l’analogia sia intesa e trattata dalla classe di metodi formali di trattamento dell’informazione che si occupano di analizzare il testo scritto. In particolare, si considera come si possano costruire macchine che “comprendono” le analogie. A tal fine ci si avvarrà di esemplificazioni tratte dal De Civitate Dei di Agostino d’Ippona. Le prime indagini compiute su tale corpus, seppure limitato, conducono a riflettere sulla portata teorica e storiografica del trattamento automatico dell’analogia anche nel formulare o avvalorare ipotesi interpretative. This article aims to reflect on how analogy is understood and treated by the class of formal information processing methods that deal with analysing written text. In particular, we consider how machines that ‘understand’ analogies can be constructed. For this purpose, exemplifications from Augustine of Hippo’s De Civitate Dei will be used. The initial investigations carried out on this corpus, albeit limited, lead one to reflect on the theoretical and historiographical significance of the automatic treatment of analogy also in formulating or supporting interpretative hypotheses.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19492
       
  • Analogie di artifex, artifex di analogie. Figure storiche e metodiche tra
           medioevo e modernità

    • Authors: Amalia Salvestrini
      Pages: 77 - 105
      Abstract: Prendendo spunto da alcuni aspetti del dibattito contemporaneo sulla metafora, l’articolo propone un percorso attraverso varie figure di artefice per interrogarsi sulla portata filosofica, conoscitiva ed euristica dell’analogia in diverse epoche e difenderne la retoricità. Il tema dell’artefice e del suo processo creativo-produttivo compare sovente nella forma di analogia ed è oggetto di significative variazioni nel corso della storia, prima tra tutte il dislocamento del dominio e delle finalità dell’analogia dal trascendente all’immanente. Si propone un itinerario che inizia con Bonaventura da Bagnoregio, il quale condivide i principali tratti della metafisica della relazione agostiniana e monastica in cui l’analogia di proporzionalità ha un ruolo centrale non solo nel determinare la struttura dell’essere, ma anche nel progredire della conoscenza. La questione in età moderna è affrontata con brevi riferimenti ad alcune figure di artefice in età rinascimentale (Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci) e moderna (Baudelaire, Kandinskij) in cui l’interesse si sposta nell’immanenza. Si approfondisce infine il ruolo dell’analogia nei processi creativi delineati da Paul Valéry, là dove essa diviene la funzione principale del potere universale della mente. In conclusione, si presentano osservazioni dapprima teoriche, sulla dimensione filosofica, conoscitiva ed euristica dell’analogia in differenti epoche storiche; e in seguito metodiche, sull’uso dell’analogia in storia della filosofia. Starting from some aspects of the contemporary debate on metaphor, the article proposes a path through various figures of artifex to question the philosophical, cognitive and heuristic aim of analogy and defend its rhetorical dimension. The theme of the artifex and his creative-productive process often appears in the form of analogy. It has undergone significant variations throughout history, most notably the displacement of the domain and purpose of analogy from the transcendent to the immanent. An itinerary is proposed that begins with the Franciscan Bonaventure of Bagnoregio, who shares the main features of the Augustinian and monastic metaphysics of relationship in which the analogy of proportionality plays a central role not only in the structure of being, but also in the progress of knowledge. The question in the modern age is addressed with brief references to some figures of the Renaissance (Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci) and modern age (Baudelaire, Kandinsky) in which the interest shifts to immanence. Finally, the role of analogy in the creative processes outlined by Paul Valéry is explored, where it becomes the main function of the universal power of the mind. Concluding remarks are proposed, firstly theoretical, on the philosophical, cognitive and heuristic dimension of analogy in different historical periods; and then methodical on the use of analogy in the history of philosophy.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19488
       
  • Analogy and the development of catholic theology in Hans Urs von Balthasar

    • Authors: Endika Martínez
      Pages: 107 - 130
      Abstract: Il seguente saggio è un'interpretazione speculativa di Padri, scolastici e noi stessi di Hans Urs von Balthasar. L'articolo propone che l'analogia possa essere usata per comprendere le somiglianze e le differenze tra stili teologici in epoche diverse. L'analogia può essere uno strumento euristico per riconoscere la forma strutturale che rimane coerente attraverso i secoli, nonostante le espressioni singole di questa forma secondo la situazione concreta e storica delle persone a cui si rivolge il messaggio del Vangelo. Per affermare ciò, questo saggio traccia un confronto tra il modo in cui si sviluppano la teologia e la dottrina Cattolica. In entrambi i casi, troviamo un paradigma di omogeneità sostanziale all'interno di una differenza proposizionale o stilistica. La differenza non esclude l'unità in un ordine superiore. Diversi stili in teologia sono analogicamente uniti nella forma strutturale generale e immutabile della verità rivelata in Cristo. The following essay is a tentative interpretation of Hans Urs von Balthasar’s Fathers, Scholastics and Ourselves. It proposes that analogy can be used to understand the similarities and differences between theological styles in different epochs. It can be a heuristic tool to recognize the structural form that remains consistent throughout the ages, despite the unique expressions of this form according to the concrete and historical situation of the people being addressed by the message of the Gospel. This essay draws a comparison between the way Catholic theology and doctrine develop. In both cases, we find a paradigm of substantial homogeneity within a propositional or stylistic difference. The difference does not rule out a unity in a higher order. Different styles in theology are analogically united in an overarching and unchanging form of the truth revealed in Christ.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19486
       
  • Uomo, analogia di Dio: dialettica universale e creazione in Giovanni Scoto
           Eriugena

    • Authors: Alessandro Valsecchi
      Pages: 133 - 157
      Abstract: Nel pensiero di Giovanni Scoto Eriugena si può ritrovare un rapporto analogico sussistente tra Dio e la natura umana. Ultimo dei grandi neoplatonici, egli propone un sistema filosofico caratterizzato da un movimento universale distinto in tre momenti: la creazione, lo sviluppo e il ritorno. Essi sono identificati rispettivamente al pensiero, alla parola e alla comprensione; tutti e tre mostrano l’analogia tra il creatore e la sua creatura. Nel principio, le cause primordiali di tutte le cose consistono in definizioni, pensate da Dio tramite l’intelletto umano. Nell’operazione che le sviluppa nei loro effetti, queste cause sono pronunciate nel e dal Verbo secondo le regole della dialettica, per essere ricevute e intese dall’uomo. Infine, il ritorno all’unità originaria coincide con la comprensione dell’universo, attraverso uno studio della scrittura e della natura, strumenti necessari a ricostituire la natura umana infranta dal peccato originale e permetterne la deificazione. Lo studio dei rapporti analogici che si presentano costantemente in queste tre tappe universali permette di mostrare l’originalità della filosofia eriugeniana e la sua capacità di rielaborare in maniera inedita alcuni tra i maggiori concetti filosofici della tradizione tardoantica. In the thought of John Scottus Eriugena, an analogical relationship may be found between God and human nature. Last of the great Neo-Platonists, he proposes a philosophical system distinguished by a universal movement divided into three moments: creation, development and return. They are identified respectively with thought, speech and understanding; all three show the analogy between the creator and his creature. In the beginning, the primordial causes of all things consist in definitions, conceived by God through the human intellect. In the operation that develops them into their effects, these causes are pronounced in and by the Verb according to the rules of dialectics, to be received and understood by Man. Finally, the return to the original unity coincides with the understanding of the universe, through a study of scripture and nature, instruments necessary to reconstitute human nature shattered by the original sin and allow its deification. The study of the analogical relationships that constantly arise in these three universal stages allows us to show the originality of Eriugenian philosophy and its ability to rework philosophical concepts from the late antique tradition in a novel way.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19489
       
  • L’analogia nel Periphyseon di Eriugena come struttura cosmologica e
           dispositivo speculativo

    • Authors: Laura Busetto
      Pages: 159 - 183
      Abstract: Il sistema speculativo di Giovanni Scoto Eriugena è tra i più complessi del panorama medievale. Nel Periphyseon, la grande opera sistematica dell’Irlandese, l’analogia occupa un ruolo centrale. Seguendo il neoplatonismo, Eriugena utilizza l’analogia come legge cosmica che governa la processione del molteplice dall’Uno e organizza la relazione tra natura e Principio. Nel procedere delle nature dall’Uno, invece, si articola come partecipazione; in ultima istanza soggiace come fondamento della dialettica in quanto arte del ragionare aprendo a un complesso discorso sulla relazione tra dialettica e retorica. Questo articolo vuole analizzare due questioni: quali siano le basi testuali attraverso cui i medievali hanno potuto utilizzare l’analogia come strumento argomentativo e filosofico; in che misura, nell’opera eriugeniana, l’analogia divenga da un lato metodo della rappresentazione del mondo, dall’altro strumento cognitivo. The speculative system of Giovanni Scoto Eriugena is one of the most complexes in the medieval panorama. In the Periphyseon, his greatest systematic work, analogy occupies a central role. Following Neoplatonism, Eriugena uses analogy as a cosmic law that governs the procession of natures from the One and organizes the relationship between reality and its origin. In the proceeding of natures from One, however, the analogy is articulated as participation. The analogy is underlain as the foundation of dialectics as the art of reasoning, leading to a complex discourse on the relationship between dialectic and rhetoric. This article aims to analyze two issues in particular: what are the textual bases through which the medieval thinkers were able to use analogy as an argumentative and philosophical device; to investigate how, in the Eriugenian work, the analogy becomes both a method of representing the world and a cognitive device.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19479
       
  • L’inventio dell’analogia tra teologia e retorica in Garnerio di
           Rochefort (1140 ca.-1225 ca.)

    • Authors: Maria Borriello
      Pages: 185 - 202
      Abstract: Negli anni di passaggio dal XII al XIII secolo, il cisterciense Garnerio di Rochefort si dedica alla composizione di un breve trattato, il De contrarietatibus in Sacra Scriptura. L’opera, tuttora inedita, fa ricorso all’uso delle arti sermocinali per risolvere le ambiguità scritturali. Nel prologo del De contrarietatibus emerge un peculiare interesse del cisterciense verso la disciplina della retorica e, in particolare, verso l’impiego delle figure tropiche nella comprensione dei contenuti della Rivelazione. A ben vedere, tuttavia, la scelta garneriana di ricorrere all’affinamento degli strumenti della retorica per illuminare il significato della Scrittura trova una piena giustificazione solo alla luce della sua concezione della natura e della Scriptura come teofanie e/o simboli. Ora in quest’orizzonte simbolico, di impianto neoplatonico-dionisiano, è sempre all’opera nelle res, così come nel linguaggio, un meccanismo di traslazione, un’estensione della parola, oltre il suo contenuto ordinario, a un significato altro, di natura spirituale. Dunque la fattura retorica delle espressioni bibliche assume un valore conoscitivo, e non semplicemente ornamentale, perché capace di palesare, attraverso un dialettico gioco di corrispondenze e/o di rotture, una proporzionalità analogica tra il visibile e l’invisibile. In the intervening years between the XII and XIII centuries, Cistercian Garnerius of Rochefort devoted himself to the composition of a short treatise, De contrarietatibus in Sacra Scriptura. The work, still unpublished, makes use of the sermocinal arts to resolve scriptural ambiguities. The prologue to De contrarietatibus reveals a peculiar interest of the Cistercian in the discipline of rhetoric and, in particular, in the use of tropes in understanding the contents of Revelation. On closer inspection, however, garnerian’s choice to resort to the refinement of the tools of rhetoric to illuminate the meaning of Scripture finds full justification only in light of his conception of natura and Scriptura as theophanies and/or symbols. Now in this symbolic horizon, of Neo-Platonic-Dionysian framework, there is always at work in res, as well as in language, a mechanism of translation, an extension of the word, beyond its ordinary content, to another meaning of a spiritual nature. So the rhetorical workmanship of biblical expressions assumes a cognitive, and not merely ornamental, value because it is capable of manifesting, through a dialectical interplay of correspondences and/or ruptures, an analogical proportionality between the visible and the invisible.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19478
       
  • Il “procedimento analogico” nei giuristi medievali e il “paradigma
           filosofico agostiniano”

    • Authors: Aldo Andrea Cassi
      Pages: 203 - 210
      Abstract: Il contributo intende mettere in primo piano il ruolo svolto dall'analogia nel modus operandi, oltre che nel modus arguendi, dei giuristi medievali. Se ne propone inoltre una lettura "a più livelli" nell'ottica de Il paradigma filosofico agostiniano (Parodi 2006). This essay means to put the spotlight on the role that analogy played in medieval jurists' modus operandi and modus arguendi, suggesting a multi-level reading of it as well, from the point of view of Il paradigma filosofico agostiniano (Parodi 2006).
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19480
       
  • L’analogia nel De veritate di Tommaso d’Aquino: tra capacità
           euristica e trascendenza divina

    • Authors: Giovanni Gambi
      Pages: 211 - 233
      Abstract: I tentativi attuati all'interno della tradizione tomista per individuare la dottrina ufficiale dell’analogia elaborata da Tommaso d’Aquino si sono dovuti confrontare con la varietà di distinzioni tracciate dall’Aquinate nei suoi scritti. In particolare, l’importanza inedita assegnata alla convenienza di proporzionalità nelle Quaestiones disputatae de veritate ha suscitato un dibattito secolare, che oppone quanti riconoscono in questa soluzione la dottrina autentica a coloro che la valutano meramente come uno stadio provvisorio all’interno di un’evoluzione riscontrabile nelle opere di Tommaso. Nel presente contributo si intende segnalare alcuni dati testuali che aiutano a chiarire il passaggio dalla concezione dell’analogia presentata nello Scriptum super sententiis a quella del De veritate, un passaggio strettamente legato alla funzione euristica svolta dall’analogia. The attempts made within the Thomist tradition to identify the official doctrine of analogy elaborated by Thomas Aquinas had to deal with the various distinctions drawn by Aquinas in his writings. In particular, the great importance given to the agreement of proportionality in the Quaestiones disputatae de veritate has elicited a long debate, in which those who consider such a solution as the authentic doctrine are opposed to those who see it merely as a temporary stage of an evolution which could be observed in Thomas’s works. The aim of this essay is to present some textual data that contribute to clarify the transition from the analogy as conceived in the Scriptum super Sententiis to that of the De veritate, a transition closely related to the heuristic function of analogy.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19483
       
  • Analogia e dimostrazione. Sviluppi nella tradizione medievale degli
           Analitici secondi

    • Authors: Amos Corbini
      Pages: 235 - 256
      Abstract: L’articolo analizza il problema dei nessi predicativi analogici nella teoria della dimostrazione di Aristotele, dove essi sono marginali, e i suoi sviluppi nella tradizione esegetica medievale latina del XIII secolo. Grossatesta sostiene che la dimostrazione può provare predicati detti analogicamente di soggetti diversi; Kilwardby e dopo di lui ancor più Egidio Romano mostrano che tale scopo è da raggiungere anche attraverso un termine medio connesso analogicamente ai termini estremi. Inoltre, Egidio sostiene in un passo l’esistenza di un ordinamento gerarchico tra le proprietà dimostrate per analogia, ma altrove mostra invece che esse si configurano più variamente. Nel XIV secolo, Giovanni Buridano riprende i tratti fondamentali di queste interpretazioni, nel quadro di un generale allargamento dei caratteri della scienza aristotelica del quale, forse, le idee sull’analogia potrebbero rappresentare uno stadio iniziale.   The paper deals with the problem of predicative analogical connections in the Aristotelian theory of demonstration, where they are marginal, and with its developments in the thirteenth-century medieval latin exegetical tradition. Grosseteste claims that demonstration can prove predicates that are said analogically of different subjects; Kilwardby and, after him, even more Giles of Rome show that this aim can be reached also through a medium analogically connected to the extreme terms. Giles upholds in a passage the existence of a gerarchical order among properties analogically demonstrated; somewhere else, however, he shows that they can configure more variously. In the following century, John Buridan resumes the basic lines of those interpretations, in the framework of a general widening of the features of Aristotelian science; maybe, his ideas on analogy could represent an initial stage of this tendence.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19491
       
  • L’analogia tra ‘Filosofia’ e ‘Amicizia’ in Dante: note in
           margine a Convivio III, xi

    • Authors: Roberto Zambiasi
      Pages: 257 - 276
      Abstract: L’articolo si concentra sull’analisi dell’estesa comparazione tra filosofia e amicizia proposta da Dante in Convivio III, xi, interpretandola come una consapevole analogia. A partire da un’attenta esegesi del capitolo, letto come un peculiare accessus ad philosophiam dantesco, l’articolo ripercorre le tappe dell’analogia evidenziandone i principali contenuti teorici. In questo modo, diventa possibile mostrare la rilevanza del tema dell’amicizia (in particolare di quella tra maestro e allievo) per una corretta comprensione di uno degli aspetti fondamentali (e anche più dibattuti) della pratica filosofica così come concepita da Dante, ovvero il suo carattere intrinsecamente collettivo. Inoltre, l’articolo sottolinea come l’amicizia costituisca per Dante uno degli strumenti essenziali per l’allargamento del sapere filosofico al di fuori dei circoli universitari, obiettivo a cui il Convivio dichiaratamente mira.   The article focuses on the analysis of the extended comparison between philosophy and friendship advanced by Dante in Convivio III, xi, interpreting it as a conscious analogy. Starting from a careful exegesis of the chapter, read as Dante’s peculiar accessus ad philosophiam, the article goes through the stages of the analogy, and it highlights its main theoretical contents. In this way, it becomes possible to show the relevance of the topic of friendship (especially that between master and student) for a correct understanding of one of the fundamental (and most debated) aspects of philosophical practice as conceived by Dante, i.e., its intrinsically collective character. Moreover, the article underlines that friendship constitutes for Dante one of the essential instruments in order to broaden philosophical knowledge outside of university circles, something that the Convivio explicitly purports to do.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19490
       
  • Analogia e univocità: una convivenza possibile' Il caso Petrus
           Thomae

    • Authors: Francesco Marrone
      Pages: 277 - 304
      Abstract: La storia medievale della teologia e della metafisica è attraversata da una rilevante discussione a proposito della predicazione della nozione di ente. I modelli più spesso evocati a tal fine sono stati, com’è noto, l’analogia e l’univocità. Rispetto a questa alternativa, la tendenza generale degli interpreti è stata quella di intendere l’univocità e l’analogia come regimi predicativi opposti o contraddittori. Questa tesi ha dato vita a una sorta di opinione comune e diffusamente condivisa. La verità di questa tesi, tuttavia, non si è mai imposta in maniera definitiva: il primo dibattito sulla compatibilità dell’univocità e dell’analogia risale proprio al Medioevo. A tal proposito appare decisivo il contributo di Pietro di Tommaso (Pere Tomàs, Pietro Tomàs, Petrus Thomae): la settima delle sue Quaestiones de ente (ca. 1325) chiede infatti Utrum vera analogia et vera univocatio possint se compati in eodem conceptu. Il presente contributo cerca di riscostruire gli snodi principali dell’argomentazione che Pietro di Tommaso elabora in questo testo con la duplice finalità di valorizzare il contributo di questo autore nel quadro del dibattito teologico medievale e di giustificare l’opportunità delle ricerche che tentano oggi di ripensare il rapporto tra l’univocità e l’analogia nel pensiero scotista. The history of medieval theology and metaphysics is marked by a relevant discussion about the predication of being. The semantic devices most frequently referred to in this regard were, as is well known, analogy and univocity. With respect to this alternative, the general tendency of scholars has been to understand univocity and analogy as opposite and contradictory modes of predication. This view has led to a kind of common and widely shared opinion. This thesis, however, has never prevailed conclusively: a debate on whether univocity and analogy were compatible dates back to the Middle Ages. In this respect, the contribution of Petrus Thomae is decisive: the seventh of his Quaestiones de ente (ca. 1325) asks in fact Utrum vera analogia et vera univocatio possint se compati in eodem conceptu. This contribution tries to reconstruct the main points of Petrus Thomae’s argumentation with the twofold purpose of enhancing the contribution of this author in the framework of the medieval theological debate and of justifying the opportunity of the current research that tries to rethink the relationship between univocity and analogy in the context of Duns Scotus’ thought.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19485
       
  • Giustizia: fra analogia e univocità. Da Tommaso d’Aquino a
           Tommaso De Vio

    • Authors: Nicolás Lázaro
      Pages: 305 - 320
      Abstract: Il presente contributo indaga la trasformazione della definizione di “giustizia” da Tommaso d’Aquino (analogica) a Tommaso De Vio (univoca). Esaminando la connessione fra logica e filosofia morale si considera il tema della virtù e l‘interpretazione del pensiero dell’Angelico da parte del Gaetano. Si intende approfondire il rapporto fra la giustizia e il bene comune attraverso l’uso dell’analogia (Tommaso) o in altri termini (Gaetano). Il lavoro fa riferimento anche alla tesi di S. Hofstadter, secondo cui l’analogia è quasi un a priori cognitivo con cui l’uomo concettualizza il mondo e progredisce nella conoscenza, tenendo presente il ruolo fondamentale che l’analogia svolge nella filosofia e nella teologia del Gaetano. Partendo dal presupposto che la nozione analogica di giustizia esprima più chiaramente il pensiero dell’Angelico sul rapporto con il bene comune, si osserva che il Gaetano fa uso di uno strumento diverso, interpretando la stessa virtù secondo una concettualizzazione di carattere univoco. E ciò, precisamente, per il suo modo di concepire l’analogia. Appaiono, quindi, due nozioni di giustizia in relazione al bene comune e a tutte le altre virtù morali. Come influisce tutto ciò sul discorso etico e sulla riflessione politica' Qual è il rapporto con la suprema potestas, il governo ecc.' Emergono chiaramente due diversi modi di argomentare e di rappresentare il mondo e le sue relazioni, cioè di costruire percorsi diversi sulla base dello stesso oggetto di studio. This paper investigates the definition of “justice” and its transformation, from Aquinas (analogical) to Cajetan (univocal). Through the commentaries of Cajetan to the S. Th., this contribution also deeps into the connection between Logic and Moral Philosophy. We intend to deepen the relationship between justice and the common good using the analogy (Aquinas) or not (Cajetan). This work also refers to the thesis of S. Hofstadter according to which the analogy is almost a cognitive a priori with which man conceptualizes the world and progresses in knowledge, bearing in mind the role that analogy played in Cajetan’s thought. If the analogical notion of justice renders much better the teaching of Aquinas, it is observed that Cajetan interpretates the same virtue according to univocity, because of his previous conception of the analogy. Therefore, we have two notions of “justice” related to the common good and the rest of the moral virtues. How could this affect the Ethics and the political reflections' What is the relationship between the suprema potestas, the government, etc.' Again, we have now two different ways of arguing and representing the world and its relations.
      PubDate: 2023-06-01
      DOI: 10.54103/2035-7362/19484
       
 
JournalTOCs
School of Mathematical and Computer Sciences
Heriot-Watt University
Edinburgh, EH14 4AS, UK
Email: journaltocs@hw.ac.uk
Tel: +00 44 (0)131 4513762
 


Your IP address: 44.220.62.183
 
Home (Search)
API
About JournalTOCs
News (blog, publications)
JournalTOCs on Twitter   JournalTOCs on Facebook

JournalTOCs © 2009-
JournalTOCs
 
 

 A  B  C  D  E  F  G  H  I  J  K  L  M  N  O  P  Q  R  S  T  U  V  W  X  Y  Z  

  Subjects -> PHILOSOPHY (Total: 762 journals)
The end of the list has been reached or no journals were found for your choice.
Similar Journals
Similar Journals
HOME > Browse the 73 Subjects covered by JournalTOCs  
SubjectTotal Journals
 
 
JournalTOCs
School of Mathematical and Computer Sciences
Heriot-Watt University
Edinburgh, EH14 4AS, UK
Email: journaltocs@hw.ac.uk
Tel: +00 44 (0)131 4513762
 


Your IP address: 44.220.62.183
 
Home (Search)
API
About JournalTOCs
News (blog, publications)
JournalTOCs on Twitter   JournalTOCs on Facebook

JournalTOCs © 2009-