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EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei
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  Full-text available via subscription Subscription journal
ISSN (Print) 1776-0313
Published by Elsevier Homepage  [3163 journals]
  • Misurazione della xerosi e della desquamazione
    • Authors: S. Mac-Mary; J.-M. Sainthillier; P. Humbert
      Pages: 1 - 5
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): S. Mac-Mary, J.-M. Sainthillier, P. Humbert
      La cute secca, o xerosi, è estremamente frequente. Essa si manifesta, di solito, con una cute rugosa, squamosa e che ha perso la sua flessibilità, che può essere accompagnata da sensazioni fastidiose (stiramenti, pruriti, ecc.). Certi fattori predispongono alla cute secca: la mancanza di acqua dei corneociti, direttamente sotto la dipendenza dei fattori naturali di umidificazione (natural moisturizing factors [NMF]), un’anomalia dei processi di desquamazione o di cheratinizzazione, che genera una ripercussione sulla coesione intercorneocitaria, un’accelerazione del ciclo di rinnovamento cellulare e/o un’iperproliferazione e una modificazione della composizione in lipidi dello strato corneo o della secrezione di sebo. Che sia costituzionale o legata a una malattia cutanea, la xerosi necessita di cure particolari, la cui efficacia può ormai essere precisamente valutata con dei punteggi clinici e con la misurazione di parametri cutanei specifici.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62478-2
       
  • Funzione sebacea e metrologia dell’escrezione sebacea
    • Authors: P. Clarys; A.O. Barel; B. Gabard
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): P. Clarys, A.O. Barel, B. Gabard
      Il sebo è abbondante sul cuoio capelluto, sul viso (fronte, naso, guancia e mento), sul collo, sulle spalle e sulle parti superiori del dorso e del tronco. Le altre sedi cutanee presentano uno scarso contenuto di sebo. La secrezione sebacea è massima sulla fronte (soprattutto sulla porzione mediana) e sul cuoio capelluto. I valori medi del livello casuale (LC) (casual level) della fronte negli individui normoseborroici sono compresi tra i 100 e i 200 μg/cm2, negli iposeborroici si trovano entro i 50 μg/cm2 e negli iperseborroici al di sopra dei 500 μg/cm2. Dopo la sgrassatura della superficie cutanea, la ricostituzione del LC di sebo comincia dapprima rapidamente e in maniera lineare e, poi, continua sempre più lentamente, per raggiungere, generalmente, un valore plateau dopo 4-5 ore. La cinetica di ritorno del grasso segue una curva esponenziale. La velocità di escrezione (sebum excretion rate, SER) rappresenta l’unità di flusso di ritorno del grasso e varia da 0,5 a 2,5 μg/cm2 al minuto a livello delle tempie e tra 0,1 e 0,8 μg/cm2 al minuto a livello del cuoio capelluto. La funzione sebacea è estremamente variabile da un individuo all’altro e in uno stesso individuo ed è sottoposta anche a importanti costrizioni fisiologiche individuali (regolazione endocrina, ampie variazioni con l’età e in funzione del sesso e del gruppo etnico, ritmo circadiano importante e temperatura esterna). La metrologia dell’escrezione sebacea può realizzarsi con diverse tecniche. Si distinguono l’estrazione con un solvente organico dei lipidi assorbiti su un film plastico poroso, la raccolta su film assorbenti (Sebutape®, Sebufix®) e la misurazione fotometrica su film polimerici translucidi assorbenti (Sebumeter®). L’utilizzo di film polimerici è semplice e permette, grazie all’analisi dell’immagine quantitativa, di ottenere rapidamente dei risultati affidabili. Tuttavia, le misurazioni sperimentali devono essere realizzate sotto condizioni precise e standardizzate ed è necessario un grandissimo rigore quando si usano queste tecniche.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62479-4
       
  • Analisi del rilievo cutaneo
    • Authors: J.-M. Sainthillier; S. Mac-Mary; P. Humbert
      Pages: 1 - 10
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): J.-M. Sainthillier, S. Mac-Mary, P. Humbert
      La cute umana, ben lungi dall’essere una superficie piana e liscia, presenta, al contrario, un rilievo complesso e vario, che ha un significato fisiologico o, anche, patologico. Sono, in effetti, le caratteristiche biomeccaniche del derma e dello strato corneo che si esprimono attraverso questo rilievo, dal microrilievo impercettibile che si può trovare nel bambino fino alle rughe profonde e marcate della persona anziana. La quantificazione precisa e affidabile di questo rilievo esige di prendere sempre in considerazione queste due situazioni estreme, che hanno, come vedremo, ognuna i suoi limiti tecnici e le sue specificità pratiche. Il testo che segue deriva dalla nostra pratica dermatologica e cosmetologica negli ultimi dieci anni. Questa presentazione è volontariamente limitata alla proiezione di frange, attualmente la tecnica di profilometria ottica più diffusa in biometrologia. Essa rende possibile una valutazione realistica, obiettiva e, soprattutto, riproducibile della cute. Permette anche delle misurazioni in vivo senza contatto, che sono particolarmente ricercate e richieste nella valutazione clinica. L’esposizione, quanto più semplice possibile, insiste sui limiti pratici e sul rigore necessario all’implementazione di questo tipo di tecnologia. L’insieme del testo è disseminato di esempi di analisi provenienti direttamente da studi clinici o da test di fattibilità.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62480-0
       
  • Misurazione del colore della cute
    • Authors: J.-M. Sainthillier; B. Gabard
      Pages: 1 - 6
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): J.-M. Sainthillier, B. Gabard
      Il colore della cute è influenzato da numerosi parametri fisiologici, quali il volume di sangue contenuto nella cute, la pigmentazione (melanina) e lo stato della superficie cutanea (desquamazione, rugosità). Per questi motivi, il colore della cute è un parametro clinico essenziale per il dermatologo, nel suo iter diagnostico. Il cosmetologo, dal canto suo, si interessa piuttosto al colore come componente dell’aspetto generale della cute. L’occhio umano è molto efficace nell’evidenziare una differenza di colore, ma è incapace di misurarla e di associarvi una grandezza. La misurazione normalizzata del colore cutaneo con l’ausilio di apparecchi che portano a dei risultati obiettivi e riproducibili è uno sviluppo piuttosto recente, che ha permesso dei progressi importanti, soprattutto in cosmetologia. Lo sviluppo delle immagini digitali è notevolmente progredito in questi ultimi anni, sia a livello della risoluzione dei sistemi fotografici digitali che dei programmi di ritocco fotografico. Questa tecnica è tanto più interessante, in dermato-estetica, in quanto il suo costo è modesto e il suo utilizzo è apparentemente semplice. La dermatologia ha fortemente approfittato di questi progressi, ma l’utilizzo delle immagini digitali e dell’analisi dell’immagine resta un settore da affrontare con cautela e umiltà. Vi sono due grandi problemi ricorrenti e inevitabili da risolvere: il riposizionamento nello spazio e la calibrazione colorimetrica. È tenendo conto di queste difficoltà e con un livello di esigenza ben superiore rispetto a quello richiesto per un utilizzo semplicemente illustrativo che le immagini digitali possono presentarsi come uno strumento imprescindibile in dermatologia e in cosmetologia. Alla condizione espressa che l’acquisizione e la restituzione (display, stampa) delle immagini siano standardizzate e calibrate, la fotografia digitale apre la strada alla telediagnosi, che cambierà un giorno completamente le condizioni della pratica medica.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62481-2
       
  • Indicazioni dei prodotti di protezione solare
    • Authors: P. Thomas; A. Bonnevalle
      Pages: 1 - 6
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): P. Thomas, A. Bonnevalle
      La protezione contro l’eritema non deve portare a sottovalutare un’esposizione prolungata al sole. Non si deve impedire lo sviluppo della protezione naturale ottenuta al costo di un’esposizione progressiva. L’applicazione di un prodotto di protezione solare (PPS) ad ampio spettro di indice 15-30 deve essere rinnovata ogni 2 ore e dopo ogni bagno. Un indice superiore a 30 non è indicato al di fuori delle condizioni estreme, in quanto, sopprimendo il rischio di colpo di sole, favorisce il prolungarsi dell’esposizione; il valore del fattore di protezione solare (FPS) deve essere adattato (in pratica diviso per 2-3) alle condizioni naturali di esposizione. Infine, l’incorporazione di filtri nei cosmetici antinvecchiamento è insufficiente sul piano della protezione e potenzialmente nefasta, a causa del rischio di sensibilizzazione.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62505-2
       
  • Innesto di tessuto adiposo
    • Authors: O. Claude; P. Trevidic; P. André
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): O. Claude, P. Trevidic, P. André
      Gli innesti adiposi autologhi sono realizzati dalla fine del XIX secolo, ma solo dagli anni ′90 questa tecnica è stata padroneggiata e codificata. Grazie all’apporto della lipoaspirazione e a una migliore comprensione della fisiologia degli adipociti basata in particolare sulla necessità di manipolarli in modo atraumatico, noi disponiamo oggi di un procedimento chirurgico efficace e sicuro. Esso permette di ripristinare i volumi migliorando, al tempo stesso, il trofismo cutaneo in numerosissime indicazioni in chirurgia riparatrice e in chirurgia estetica, con dei risultati duraturi e riproducibili.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62506-4
       
  • Flebologia estetica: flebectomia al di fuori dell’arto inferiore
    • Authors: A.-A. Ramelet
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): A.-A. Ramelet
      La flebectomia è stata sviluppata inizialmente per il trattamento delle varici degli arti inferiori. I notevoli risultati ottenuti in questa sede hanno fatto sì che essa fosse utilizzata progressivamente in altre indicazioni, venose (palpebre, tronco, addome, dorso delle mani, braccia e avambraccio, varici vulvari) o non venose (sebocistomatosi, lago sanguigno, materiale di riempimento, rimozione di impianti ormonali, biopsia venosa). Il medico che desidera impegnarsi in queste indicazioni particolari deve padroneggiare perfettamente la tecnica della flebectomia, ma deve anche conoscere tutte le insidie anatomiche e fisiopatologiche, così come le sottigliezze tecniche associate a queste topografie o a queste indicazioni. Deve anche valutare con prudenza le attese del paziente e spiegargli i limiti e le complicanze potenziali di questi approcci.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(12)62507-6
       
  • Prodotti di gommage meccanico
    • Authors: M.-C. Martini
      Pages: 1 - 4
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): M.-C. Martini
      I prodotti di gommage meccanico sono di natura principalmente cosmetica. Essi promuovono un’esfoliazione dolce che permette l’eliminazione delle cellule cornee desquamanti. Su basi emulsionate o gelificate, gli ingredienti attivi più o meno abrasivi sono di origine vegetale (come le polveri di noccioli), minerale (come i microcristalli di alluminio) o sintetica (per esempio, microsfere di polietilene). La loro efficacia è in funzione della granulometria delle polveri e della forma delle particelle. Sono utilizzati nell’invecchiamento cutaneo, nella cura delle cuti nere, nell’eliminazione delle macchie senili, nell’eliminazione delle parti cornee dei talloni e dei gomiti e nella preparazione per le cure di bellezza.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70683-9
       
  • Deodoranti e antitraspiranti
    • Authors: M.-C. Martini
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): M.-C. Martini
      I termini deodoranti e antitraspiranti sono molto spesso confusi, mentre i meccanismi di azione degli uni e degli altri, così come gli ingredienti attivi utilizzati, sono completamente differenti. È certo che gli antitraspiranti sono inevitabilmente deodoranti per l’assenza di substrato da decomporre. Rappresentano, tuttavia, un gruppo di prodotti molto particolari che generano dei problemi specifici a causa della presenza di alluminio cloridrato o ACH (Al2 (OH)5 Cl, 2H2O), di alluminio sesquicloridrato o del complesso di alluminio-zirconio, che provocano, dopo l’idrolisi, un’acidificazione intensa della cute. Da ciò deriva l’importanza degli emollienti e dei regolatori del pH nelle formulazioni. Inoltre, l’alluminio è accusato di essere genotossico e di accelerare la comparsa del cancro della mammella. La sua eventuale tossicità per via topica è legata alla sua capacità di penetrazione cutanea, ancora poco conosciuta ma ritenuta molto modesta. La sua incidenza nella malattia di Alzheimer non è stata ancora provata. Viceversa, i sali di zirconio sono considerati tossici e sono severamente regolamentati in Europa. I problemi posti dai deodoranti sono le resistenze batteriche talvolta indotte dalla presenza di antisettici (triclosan, acido usnico), ma anche le dermatiti ascellari dovute al potenziale allergenico dei componenti dei profumi e degli olii essenziali (isoeugenolo, citronella, liral, aldeide cinnamica, ecc.).

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70684-0
       
  • Prodotti per il trucco del viso
    • Authors: M.-C. Martini
      Pages: 1 - 8
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): M.-C. Martini
      I prodotti per il trucco del viso comprendono rossetti, fondotinta, polveri, fard, così come i prodotti per il trucco degli occhi, quali eyeliner, ombretti, mascara, matite e khol. Tutti questi prodotti contengono grandi quantità di coloranti di origine naturale e sintetica sotto forma insolubile di pigmenti o di lacche. Sono spiegate la natura, la legislazione e la denominazione dei coloranti, come anche la composizione dei differenti prodotti che li contengono. Sono ricordati la tollerabilità, la conservazione e gli eventuali controlli di ogni tipo di prodotto. Infine, il mercato francese dell’insieme dei prodotti per il trucco è confrontato con il mercato cosmetico globale.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70685-2
       
  • Eritrosi facciali
    • Authors: G. Rotteleur
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): G. Rotteleur
      Le eritrosi facciali possono essere intermittenti o permanenti. Nel primo caso, si tratta di puntate vasomotorie in genere fisiologiche: flush emotivi, alimentari, per ingestione di alcol, in occasione di un episodio febbrile o alla menopausa. I principali flush patologici sono i flush farmacologici, i flush della rosacea e, più raramente, quelli delle mastocitosi e dei feocromocitomi. In particolare, occorre non trascurare una causa rara ma grave: la sindrome da carcinoide. Le eritrosi permanenti sono principalmente rappresentate dalla rosacea allo stadio II che, nella pratica corrente, è spesso associata ad altre dermatosi facciali come la dermatite seborroica.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70686-4
       
  • Generalità sui peeling
    • Authors: P. Evenou; P. André; N. Bachot
      Pages: 1 - 3
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): P. Evenou, P. André, N. Bachot
      I peeling chimici sono degli interventi di una grande utilità per il dermatologo, poiché determinano una vera e propria rigenerazione cutanea e la riparazione di numerosi disturbi patologici ed estetici. La varietà dei prodotti disponibili permette una grande flessibilità di impiego, ma ogni sostanza ha le sue caratteristiche, che devono essere ben note al consumatore, al fine di evitare complicanze.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70687-6
       
  • Peeling superficiali
    • Authors: N. Bachot; P. Evenou
      Pages: 1 - 9
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): N. Bachot, P. Evenou
      I peeling superficiali hanno un’azione epidermica regolatrice predominante principalmente cheratolitica. Tuttavia, la loro ripetizione determina anche dei miglioramenti dermici, tipo neocollagenesi, così come un’azione sui melanociti. Le loro indicazioni si basano sulle iperpigmentazioni tipo melasma, sull’eliodermia, sulla perdita di vivacità della carnagione, sull’acne e sulle cicatrici leggere. Il loro impiego è possibile qualunque sia il fototipo. L’acido glicolico, che fa parte degli alfa-idrossi-acidi, è il peeling che è stato oggetto del maggior numero di pubblicazioni. La sua efficacia è equivalente alle altre molecole (acido tricloroacetico [TCA] superficiale, Jessner, pasta di Unna, acido salicilico), con esiti spesso più semplici. Costituisce, quindi, il miglior compromesso per i peeling superficiali. Il loro uso sporadico è raramente soddisfacente, poiché essi devono integrarsi in una strategia terapeutica prolungata.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70688-8
       
  • Peeling all’acido tricloroacetico
    • Authors: P. Evenou; P. André; N. Bachot
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): P. Evenou, P. André, N. Bachot
      Il peeling all’acido tricloroacetico è universalmente utilizzato da molti anni per trattare le stimmate dell’invecchiamento cutaneo fotoindotto (cheratosi attiniche, rughe), le iperpigmentazioni cutanee e alcune cicatrici da acne. La selezione dei pazienti, la preparazione cutanea, la padronanza della tecnica di applicazione e la buona gestione dei postumi operatori consentono di ottimizzare i risultati, limitando, al tempo stesso, i rischi di complicanze.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70689-x
       
  • Peeling al fenolo
    • Authors: P. André; P. Evenou; N. Bachot
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: 2011
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 8, Issue 1
      Author(s): P. André, P. Evenou, N. Bachot
      Il peeling al fenolo è conosciuto da molto tempo. È un peeling profondo che richiede una buona conoscenza della cute e della cicatrizzazione e che deve essere utilizzato solo da medici esperti. È indicato per il trattamento dell’eliodermia grave, soprattutto in caso di pazienti con fototipo I, II o III. I suoi risultati sono spettacolari e duraturi, al prezzo di postumi operatori pesanti e di un rischio di cicatrici e di disturbi della pigmentazione. Queste complicanze devono essere conosciute e individuate precocemente per essere trattate nel modo migliore.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(11)70690-6
       
  • Anatomia del volto applicata alle tecniche di ringiovanimento
    • Authors: P. Kestemont; C. Winter
      Pages: 1 - 16
      Abstract: Publication date: July 2017
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 14, Issue 1
      Author(s): P. Kestemont, C. Winter
      L’evoluzione delle tecniche di ringiovanimento del viso si è accelerata negli ultimi anni grazie ai progressi realizzati nella comprensione dell’invecchiamento. L’analisi anatomica non è più confinata, oggi, a un’anatomia descrittiva ma anche a un’anatomia dinamica nello spazio e nel tempo. L’alterazione dei tessuti cutanei e sottocutanei facciali forma i segni più visibili della vecchiaia. Lo studio dei tessuti, della loro mobilità e della loro struttura ha, così, permesso di adattare i prodotti di punta del ringiovanimento facciale per ottenere dei risultati sempre più naturali. Questi prodotti sono la tossina botulinica e i prodotti di riempimento (filler) come gli acidi ialuronici e gli induttori cellulari. La comprensione dell’invecchiamento è necessaria per qualsiasi tecnica di ringiovanimento del viso, medica o chirurgica. Questo capitolo si articola intorno alla dissecazione del viso, dalla superficie fino alle zone profonde e in direzione craniocaudale. Ciascuna parte è divisa in tre zone: lo sguardo (metà superiore del volto), il naso e il sorriso allargato (metà inferiore del volto). Per ciascuno di questi piani, l’anatomia descrittiva è correlata con l’anatomia dinamica, in modo da spiegare la filogenesi dell’invecchiamento. Le zone adipose vengono esaminate a livello macroscopico in modo da fornire ulteriori informazioni al lavoro di Pessa e Rorich, che hanno utilizzato delle tinture per definire le logge adipose separate da setti invisibili a occhio nudo. Attraverso uno sguardo chirurgico, questo articolo si propone di migliorare la pratica quotidiana dei medici nel gestire l’invecchiamento del volto. Infatti, comprendere l’anatomia e i meccanismi dell’invecchiamento permette di ottimizzare l’efficacia dei trattamenti garantendo una sicurezza medica che viene trasmessa al paziente.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(17)82542-9
       
  • Cosmetici maschili
    • Authors: A. Cohen-Letessier; S. Mac-Mary; J.-M. Sainthillier; P. Humbert
      Pages: 1 - 9
      Abstract: Publication date: July 2017
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 14, Issue 1
      Author(s): A. Cohen-Letessier, S. Mac-Mary, J.-M. Sainthillier, P. Humbert
      In questo inizio di millennio, l’uomo si interessa sempre di più al suo aspetto esteriore. Questo crescente interesse ha suscitato nuove ricerche che hanno permesso di mettere in evidenza le specificità della pelle maschile. Un maggiore spessore cutaneo e una migliore resistenza all’elastosi solare, con un invecchiamento cronologicamente più tardivo ma più accentuato, un’architettura del tessuto adiposo differente con un ipoderma meno spesso e un’attività più elevata della lipoproteina lipasi nel grasso addominale, un sudore più acido, una secrezione sebacea più attiva e delle fanere influenzate dagli ormoni. Data questa situazione, l’offerta cosmetica è aumentata, in modo da rispondere in maniera rigorosa ma anche allettante ai bisogni della pelle dell’uomo. L’uomo ha a sua disposizione, oltre ai prodotti di base (detergenti, creme idratanti, prodotti per la rasatura e lozioni per capelli), maschere, scrub, esfolianti, correttori, cosmetici detossificanti e defaticanti ed è interessato soprattutto alle tecniche di ringiovanimento (peeling, laser, iniezioni, chirurgia).

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(17)82562-4
       
  • Laser vascolari
    • Authors: J.-M. Mazer
      Pages: 1 - 8
      Abstract: Publication date: July 2017
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 14, Issue 1
      Author(s): J.-M. Mazer
      I laser vascolari fanno parte del nostro arsenale terapeutico da trent’anni. Si basano sull’induzione di un effetto più o meno termico o meccanico sulla parete dei vasi displastici. La lunghezza d’onda (che si aggira principalmente intorno ai 530 o ai 590 nm) garantisce una buona selettività. La durata dell’impulso, espressa in millisecondi, determina la precisa modalità d’azione del laser: o effetto termico puro sulla parete vascolare, con durate di impulso maggiori di 10 ms (principio della fotocoagulazione, utilizzato principalmente per la rosacea, senza creare la porpora), o effetto più meccanico, con durate di impulso più corte, dell’ordine di 0,5-6 ms (principio della fototermolisi selettiva, da privilegiare per gli angiomi piani, nonostante l’induzione della porpora). Le indicazioni principali di questi laser sono dominate dalla rosacea e dagli angiomi piani. In un neonato portatore di angioma piano, il trattamento, esclusivamente tramite laser a colorante pulsato, può essere cominciato molto presto, dopo le prime settimane, inducendo la porpora. Il trattamento migliora notevolmente la maggior parte degli emangiomi, ma richiede molte sedute e sono possibili casi di resistenza. Le rosacee possono essere trattate efficacemente senza porpora in caso di teleangiectasie, scegliendo durate di impulso relativamente lunghe, ma le eritrosi rispondono meglio, in termini di costanza, alle durate di impulso corte, che inducono una porpora socialmente invalidante per qualche giorno. Le radiodermiti croniche rispondono molto bene ai laser vascolari, che apportano benefici importanti per i pazienti in termini di qualità della vita. Il laser a colorante pulsato, utilizzato in ultima intenzione, è un trattamento talora efficace in maniera duratura sulle placche psoriasiche, soprattutto se queste sono vecchie, stabili e croniche.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(17)82572-7
       
  • Barriera epidermica
    • Authors: R. Abdayem; M. Haftek
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): R. Abdayem, M. Haftek
      La pelle funge da interfaccia tra l⬢organismo e il suo ambiente circostante. L⬢epidermide, lo strato più esterno della pelle, provvede essenzialmente alla funzione di protezione interattiva. La barriera epidermica può essere suddivisa in tre sistemi di difesa: la barriera fotoprotettiva, la barriera immunitaria e la barriera fisica e chimica dello strato corneo. Per proteggersi dalle radiazioni ultraviolette nocive, la pelle dispone di fattori di assorbimento come la melanina prodotta dai melanociti e l⬢acido urocanico, un prodotto di degradazione della filaggrina. Il sistema epidermico di difesa immunitaria include un versante innato, rapido ma non specifico, e una risposta adattativa, sistemica e specifica dell⬢antigene, iniziata dalle cellule di Langerhans. Il prodotto della differenziazione terminale dei cheratinociti epidermici, lo strato corneo, fornisce la funzione essenziale di una permeabilità di barriera fisica e chimica. Lo strato corneo è composto da corneociti, dotati di involucri cornei e interconnessi da corneodesmosomi, e da una matrice extracellulare lipidica organizzata in strati. La barriera epidermica, costantemente rinnovata, è caratterizzata da un⬢elevata capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)76312-4
       
  • Aspetti psicologici e socioculturali della pelle e dell⬢aspetto
    • Authors: R. Malet; S.-G. Consoli
      Pages: 1 - 10
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): R. Malet, S.-G. Consoli
      La pelle, organo visibile della vita di relazione, rappresenta l⬢interfaccia tra l⬢individuo e gli altri. Inoltre, partecipa, in particolare, all⬢interazione tattile con la madre e alla costruzione della propria immagine. La pelle occupa, quindi, un posto privilegiato nella sensazione dell⬢essere belli e nell⬢apparenza, la cui importanza, nella nostra società occidentale contemporanea, è ben consolidata. Così, le donne e, sempre più spesso, gli uomini consultano il dermatologo per una richiesta di natura estetica per una malattia della pelle e/o generale e per un⬢imperfezione della pelle e/o fisica congenita o acquisita, vera o immaginaria, o in periodi critici della vita (l⬢adolescenza o l⬢invecchiamento). Questo approccio, volto al miglioramento della qualità della vita dei soggetti, ha portato il dermatologo in un campo complesso della dermatologia, dove sono implicati molti fenomeni socioculturali e psicologici e dove regna l⬢immaginazione dei due partner del rapporto medico-paziente.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)76313-6
       
  • Autoabbronzanti e abbronzanti artificiali
    • Authors: M.-C. Martini
      Pages: 1 - 5
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): M.-C. Martini
      Gli agenti autoabbronzanti attualmente sul mercato sono praticamente tutti basati sul diidrossiacetone (DHA), associato o meno all⬢eritrulosio, a derivati della tirosina e, a volte, a un naftochinone. La colorazione ottenuta, vicina all⬢abbronzatura naturale, è dovuta alla combinazione chimica del DHA con gli aminoacidi della pelle secondo la reazione di Maillard. Vi sarà, dunque, la formazione di melanoidine, pigmenti polimerici, fissati nello strato corneo, che vi rimangono fino alla desquamazione dei corneociti. Questo colore è semipermanente e ben tollerato dalla pelle. La formulazione dei prodotti è delicata e la loro conservazione è difficile, ma nessun⬢altra sostanza fornisce risultati più soddisfacenti e duraturi.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)76314-8
       
  • Effetti collaterali della cura dei capelli negli utilizzatori
    • Authors: D. Tennstedt; A. Herman; J.-M. Lachapelle
      Pages: 1 - 8
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): D. Tennstedt, A. Herman, J.-M. Lachapelle
      La gamma di prodotti utilizzati dai professionisti per lavare o impreziosire la capigliatura e per modificarne il colore o la forma non è priva di effetti collaterali. Questi effetti sono principalmente dermatiti da irritazione ed eczemi allergici da contatto, che possono influire sul cuoio capelluto, ma anche su nuca, faccia anteriore del collo, fronte e regioni periorbitarie e guance. Tra gli allergeni più citati, devono essere menzionati la parafenilendiamina (PPD) delle tinture per capelli, il glicerolo monotioglicolato (GMTG) degli acidi permanenti e il persolfato di ammonio dei decoloranti (quest⬢ultimo è responsabile principalmente di orticarie da contatto). Non bisogna dimenticare altri allergeni come la cocamidopropilbetaina tra i tensioattivi nonché alcuni componenti della formulazione, come i conservanti e i profumi (perfino il minoxidil, così frequentemente usato dai pazienti).

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)76315-x
       
  • Trattamenti e cosmetici anticaduta
    • Authors: F. Dhaille; B. Matard; P. Reygagne
      Pages: 1 - 13
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): F. Dhaille, B. Matard, P. Reygagne
      Sono commercializzati numerosi prodotti anticaduta. Tuttavia, pochissimi hanno un⬢attività dimostrata. Una diagnosi accurata delle cause della caduta è sempre necessaria prima di consigliare o prescrivere un prodotto anticaduta. La conoscenza della fisiopatologia della perdita dei capelli e del ciclo del capello è un prerequisito per comprendere i criteri di qualità richiesti per gli studi clinici che, da soli, consentono una valutazione obiettiva delle presunte proprietà dei prodotti anticaduta. Secondo questi criteri, viene presentata un⬢analisi critica della letteratura medica concernente i principi attivi anticaduta attualmente presenti sul mercato.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)76316-1
       
  • Cosmetologia nel soggetto anziano
    • Authors: A. Isvy-Joubert; S. Meaume
      Pages: 1 - 4
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): A. Isvy-Joubert, S. Meaume
      L⬢invecchiamento della pelle intrinseco causa significativi cambiamenti morfologici della pelle. Una delle sue caratteristiche principali è la secchezza della pelle (xerosi), programmata geneticamente e variabile da un individuo all⬢altro. I cosmetici nel soggetto anziano sono indirizzati principalmente all⬢igiene, al trattamento della secchezza (mantenimento dell⬢integrità del film cutaneo di superficie) e alla gestione complessiva dell⬢invecchiamento. Dopo un cenno sulle peculiarità della pelle negli anziani, vengono discussi diversi prodotti cosmetici utilizzati in questa popolazione, dai prodotti per l⬢igiene ai prodotti per la protezione dal sole.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)76318-5
       
  • Cure antiforfora
    • Authors: F. Dhaille; B. Matard; P. Reygagne
      Pages: 1 - 10
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): F. Dhaille, B. Matard, P. Reygagne
      La forfora è attualmente considerata una forma clinica di dermatite seborroica. I meccanismi fisiopatologici che portano alla formazione di forfora sono sempre poco conosciuti. Il ruolo causale dei lieviti del genere Malassezia nell’infiammazione e nella proliferazione epidermiche sembra oggi consensuale, senza che il loro meccanismo d’azione sia noto. Il numero di lieviti sembra meno in causa rispetto alla loro natura. Gli studi relativi all’immunità anti-Malassezia spp. sono contraddittori, ma i più recenti mostrano che l’immunità specifica anti-Malassezia spp. resta normale. L’esistenza di una nuova tassonomia del genere Malassezia permette la realizzazione di studi epidemiologici che precisano meglio il ruolo di ogni specie di lievito nella fisiopatologia della forfora. La conoscenza dei differenti attivi antiforfora (modalità d’azione, effetti collaterali) permette un trattamento adattato ai diversi stati forforosi.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)70711-2
       
  • Cosmetologia del capello afroantillese
    • Authors: F. Batchily-Plat
      Pages: 1 - 8
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): F. Batchily-Plat
      Un richiamo della struttura del capello e la descrizione delle caratteristiche morfologiche e fisiologiche del capello crespo e riccio permettono di comprendere meglio i punti di impatto dei diversi prodotti di cure e dei prodotti tecnici. I prodotti di cure affrontati sono i preshampoo, gli shampoo e i doposhampoo. Sono anche esposti le manipolazioni chimiche (stiratura, lisciaggio, permanente, colorazione) e meccaniche (messa in piega dei capelli con bigodini o con dispositivi riscaldanti, estensioni, trecce, treccine, chignon, ecc.) realizzate su questo tipo di capello così come i prodotti curanti (anticaduta e antiforfora). Sono ricordate le patologie pilifere femminili e maschili. Vengono forniti alcuni esempi di attivi naturali, la maggior parte dei quali di origine vegetale.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)70732-x
       
  • LED in dermatologia
    • Authors: C. Noé; M. Pelletier-Aouizerate; H. Cartier
      Pages: 1 - 12
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): C. Noé, M. Pelletier-Aouizerate, H. Cartier
      L’utilizzo dermatologico dei diodi elettroluminescenti (light-emitting diode [LED]) è sempre oggetto di controversie. Ciò è dovuto a un misconoscimento delle fasi fisicochimiche, a una grande varietà di apparecchi non confrontabili tra di loro e a uno sfasamento tra le prove irrefutabili pubblicate basate sullo studio in vitro o sul piano cellulare e i risultati clinici discordanti in indicazioni diverse e varie: ringiovanimento, acne, cicatrizzazione, ulcere della gamba e processo infiammatorio o autoimmune cutaneo. I LED terapeutici possono emettere delle lunghezze d’onda che si estendono dall’ultravioletto al visibile e fino all’infrarosso vicino (247-1 300 nm), ma solo alcune bande hanno, per ora, mostrato un reale interesse. Siamo convinti che, restando aderenti ai fatti per questo articolo, i lettori giungeranno a un giudizio diverso o, almeno, sfumato su questi apparecchi a diodi elettroluminescenti per il loro utilizzo in dermatologia.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(15)70734-3
       
  • Idratazione cutanea e prodotti idratanti
    • Authors: H. Duplan; T. Nocera
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): H. Duplan, T. Nocera
      Una delle funzioni principali della cute è di fornire all’organismo una protezione nei confronti del suo ambiente, mantenendo una barriera epidermica efficace, non solo nei confronti dell’esterno, ma anche nei confronti della perdita di acqua corporea. In effetti, l’omeostasi idrica è una condizione richiesta per un funzionamento fisiologico normale della cute. Il tasso di idratazione influenza non solo i parametri macroscopici apparenti, come flessibilità e dolcezza cutanea, ma anche dei parametri molecolari, le attività enzimatiche e la segnalazione cellulare all’interno dell’epidermide. Una parte dell’acqua corporea è continuamente persa, ma questo fenomeno, così come il mantenimento di un gradiente idrico ottimale nella cute, è garantito da un insieme di regolazioni fini, basate sulle proprietà funzionali e dinamiche dello strato più superficiale della cute, costituito dallo strato corneo. Questo articolo riunisce i dati recentemente acquisiti nel settore dell’idratazione cutanea e della caratterizzazione della cute disidratata o secca, riguardanti sia la comprensione dei fenomeni di regolazione attivati sia l’evoluzione delle principali tecniche di misura in situ e, perciò, l’ottimizzazione della gestione.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(14)67843-6
       
  • Smagliature
    • Authors: A. Cohen-Letessier; N. Roos
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): A. Cohen-Letessier, N. Roos
      Le smagliature, segni indelebili della cute la cui prevalenza varia, a seconda degli autori, tra il 40% e il 70%, che compaiono in diverse circostanze (fisiologiche o patologiche) e che interessano la struttura dermica fino al derma reticolare, colpiscono una popolazione giovane. I progressi terapeutici sono molto lenti; grandi speranze sono state poste nella tecnologia laser, che sembra fornire un inizio di risposta terapeutica, ma nessuno studio riproducibile a tutt’oggi permette di proporre un «gold standard». Solo la profilassi nello stadio infiammatorio della smagliatura ha dato dei risultati, tenendo conto della regressione spontanea ma parziale delle lesioni.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(14)67848-5
       
  • Prodotti di protezione solare
    • Authors: P. Thomas; A. Bonnevalle
      Pages: 1 - 11
      Abstract: Publication date: July 2013
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 10, Issue 1
      Author(s): P. Thomas, A. Bonnevalle
      Secondo l’Agenzia francese di sicurezza sanitaria applicata ai prodotti di salute, un prodotto di protezione solare (PPS) deve avere uno spettro che copre armoniosamente gli ultravioletti B e A (UVB e UVA). Deve essere ben tollerato e avere una buona compattezza per resistere all’acqua e al sudore. Deve essere fotostabile per proteggere a lungo e accettabile dal punto di vista cosmetico. La determinazione dell’indice di protezione contro l’eritema è validata. La protezione contro gli UVA, fondata sulla foto-ossidazione della melanina, è in corso di normalizzazione. Una valutazione in condizioni naturali è giustificata tanto più che le quantità applicate in condizioni reali sono inferiori rispetto a quelle utilizzate per la misurazione dei fattori di protezione, cosa che diminuisce, in realtà, il livello di protezione indicato. La protezione del genoma e la riduzione della foto-immunosoppressione e dell’eliodermia sono in corso di valutazione. Nessuno studio dimostra la prevenzione dei carcinomi basocellulari grazie all’utilizzo dei PPS, ma diversi studi mostrano un ruolo preventivo nella comparsa delle cheratosi attiniche e dei carcinomi epidermoidi nel soggetto sano e nei trapiantati d’organo. La pubblicazione recente dei risultati di una vasta coorte appare per la prima volta a favore di un effetto preventivo dei PPS sulla comparsa dei melanomi.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(13)62485-5
       
  • Cosmetologia della pelle nera
    • Authors: F. Ly; M. Ndiaye; A. Diop; B.A. Diatta; M. Diallo
      Pages: 1 - 9
      Abstract: Publication date: July 2013
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 10, Issue 1
      Author(s): F. Ly, M. Ndiaye, A. Diop, B.A. Diatta, M. Diallo
      La cosmetologia della pelle nera presenta alcune specificità che sono correlate non solo alle particolarità istologiche e funzionali della pelle nera, ma anche ad abitudini cosmetiche differenti. I bisogni cosmetologici specifici dei soggetti con pelle nera hanno dato origine all’etnocosmetologia, che ubbidisce di più a una logica commerciale e che non tiene conto dei principi della cosmetovigilanza. È così che le donne originarie dell’Africa subsahariana utilizzano delle sostanze schiarenti a scopo cosmetico, come i dermocorticoidi a forte attività e l’idrochinone, pratica le cui complicanze sono molto spesso rappresentate da disturbi discromici come l’ocronosi esogena. Al di fuori dell’utilizzo di prodotti depigmentanti a scopo cosmetico, si notano delle pratiche cosmetiche capillari quali l’utilizzo di prodotti rilassanti a base di soda, l’intreccio e la tessitura, che si complicano spesso con alopecia. Quest’ultima può essere o un’alopecia da trazione o un’alopecia centrifuga centrale cicatriziale. Le specificità funzionali della pelle nera, in particolare l’iperseborrea e la xerosi, sono all’origine di una richiesta di cure cosmetiche, da cui l’utilizzo corrente di emollienti nei soggetti con pelle nera. Infine, il grado di pigmentazione della pelle nera protegge dal fotoinvecchiamento, da cui un ricorso minore alle tecniche di ringiovanimento cutaneo. La gestione cosmetologica dei disturbi discromici su pelle nera con l’utilizzo di peeling o di laser può essere costellata di complicanze, quali l’iperpigmentazione paradossa, le cicatrici ipertrofiche o i cheloidi.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(13)64707-3
       
  • Fotografia digitale in dermatologia estetica
    • Authors: J.-M. Sainthillier; M. Le Maitre; P. Humbert
      Pages: 1 - 7
      Abstract: Publication date: July 2013
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 10, Issue 1
      Author(s): J.-M. Sainthillier, M. Le Maitre, P. Humbert
      Gli apparecchi fotografici digitali (AFD), compatti, bridge o reflex, ubbidiscono agli stessi principi ottici delle macchine fotografiche a pellicola del passato. La sola cosa che conta sempre, alla fine, è lasciare entrare la giusta quantità di luce, né più né meno. Tutte le regolazioni ottiche consistono nel trovare un compromesso in questo equilibrio, controllando il più precisamente possibile tale ingresso di luce e tenendo conto al tempo stesso delle condizioni variabili e spesso imprevedibili di cattura dell’immagine. Questa padronanza dell’esposizione passa anche attraverso la conoscenza dei sistemi di flash e di illuminazione disponibili, ma anche attraverso la conoscenza di strumenti più specifici, quali i filtri polarizzanti concepiti per isolare la componente speculare della cute e la luce ultravioletta (UV) riflessa, che permette di rappresentare il fotoinvecchiamento. Si noterà anche l’esistenza da alcuni anni di apparecchi integrati che costituiscono un insieme completo di cattura delle immagini standardizzata. La fotografia digitale presuppone una gestione informatica delle immagini, sia dal punto di vista dell’hardware che del software. Il dermatologo deve, quindi, in una certa misura, essere anche un po’ informatico, e conoscere il suo materiale digitale, ma anche i suoi programmi di ritocco e di classificazione. In effetti, la fotografia digitale è raramente utilizzabile direttamente, senza il trasferimento su un computer, senza la visualizzazione su uno schermo, senza ritocchi e manipolazioni, allo scopo di ridimensionarla, di commentarla o di archiviarla. I concetti di formati di immagine, di compressione, di risoluzione e di definizione sono critici da questo punto di vista, poiché, se mal compresi, essi possono provocare un deterioramento rapido e irreversibile dell’immagine. Questa gestione software dell’immagine è spesso sottovalutata dal medico, che la giudica troppo complessa, per mancanza di informazione. Esistono, tuttavia, una vasta libreria software disponibile su questo soggetto e dei programmi gratuiti, semplici e user-friendly, che offrono una libertà di lavoro praticamente senza limiti. Noi riteniamo che la costituzione e la padronanza di questa «scatola di attrezzi» sia indispensabile quanto la padronanza dell’apparecchio fotografico propriamente detto. Per il dermatologo, lo scopo della fotografia digitale è di tendere a divenire una fotografia scientifica, vale a dire una fotografia standardizzata, ripetibile e riproducibile. Lo scopo non è tanto quello di ottenere una bella fotografia, quanto di ottenere una fotografia realistica e fedele dell’oggetto di studio. Un’attenzione del tutto particolare deve, quindi, essere prestata agli aspetti pratici della cattura dell’immagine, ma anche all’aspetto del paziente e, in particolare, alla sua neutralità al momento della cattura dell’immagine. Questa volontà di standardizzazione richiede di prevedere e di organizzare uno spazio fotografico dedicato, in maniera da renderlo il più pratico e immutabile possibile.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
      DOI: 10.1016/s1776-0313(13)64708-5
       
  • Eritrosi del viso
    • Authors: Lavogiez
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): C. Lavogiez
      L⬢eritrosi è una colorazione rossa della pelle causata dalla dilatazione dei vasi dermici e che si riduce con la vitropressione. Le cause dell⬢eritrosi facciale pura, senza ulteriori lesioni elementari associate a un eritema, sono descritte in questa esposizione. Le più frequenti sono benigne. Raramente essa è la manifestazione di malattie che possono mettere in pericolo la vita. La diagnosi può essere posta su elementi anamnestici o sui dati dell⬢esame clinico, così come su quelli degli esami paraclinici, a seconda dei casi. A seconda del carattere intermittente o meno dell⬢eritrosi, si distinguono due grandi categorie: l⬢eritrosi transitoria (o flush), la cui durata è dell⬢ordine di alcuni minuti in generale, e l⬢eritrosi permanente, di evoluzione cronica. In caso di eritrosi transitoria, la raccolta anamnestica può rapidamente orientare verso un⬢origine fisiologica (emozione, febbre, sforzi, menopausa) o verso il consumo di alcol, di alcuni alimenti o di alcuni farmaci. L⬢eritrosi può anche corrispondere alla prima fase di una condizione benigna: la rosacea di fase I. Alcuni elementi dell⬢esame devono far evocare una patologia associata e più grave, come alcuni tipi di cancro (feocromocitoma, tumore carcinoide e cancro della tiroide, dei reni o del pancreas) o determinate condizioni che coinvolgono i mastociti (shock anafilattico, sindrome di attivazione mastocitaria). L⬢eritrosi permanente fa, il più delle volte, porre diagnosi di rosacea di fase II, che è frequente. Tuttavia, può anche accompagnarsi a malattie come il lupus, la dermatomiosite o la policitemia vera (malattia di Vaquez). Il trattamento dipende dalla causa.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Fonti di energia frazionata
    • Authors: Toubel
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): G. Toubel
      La tecnica frazionata ha permesso di riscoprire i benefici dei laser CO2 (anidride carbonica), eliminando quasi tutti gli effetti collaterali indesiderati. Sono emerse delle nuove applicazioni che sono diventate inevitabili (laser e cicatrici). Sono, inoltre, apparsi nuovi laser frazionati non ablativi capaci di produrre semplicemente pozzi di coagulazione pura con delle sequele quasi inesistenti. Bisogna comprendere bene che questa tecnica tratta solo una parte della pelle, poiché causa dei fori dovuti all⬢ablazione o alla coagulazione, lasciando degli intervalli di pelle sana. La cicatrizzazione è molto veloce proprio grazie a queste zone risparmiate. Inoltre, si parla spesso di guarigione in tre dimensioni. Un altro grande vantaggio non trascurabile di queste tecniche riguarda il dolore. In effetti, ci si può accontentare di un⬢anestesia locale, se non si supera una percentuale di pelle trattata del 20-25%, facendo, in questo modo, a meno della sala operatoria o delle anestesie tronculari. Il problema deriva dall⬢effetto tissutale ricercato e bisogna scegliere tra un⬢ablazione più o meno profonda e una coagulazione che possono essere diffuse intorno a questi pozzi. Bisogna, quindi, conoscere la propria macchina, soprattutto se si tratta di una tecnica frazionata ablativa, perché bisogna variare i parametri per avere più o meno coagulazione a livello dei pozzi di ablazione. Queste tecniche prendono efficacemente in carico un⬢ampia varietà di cicatrici e non possono offrire nulla nel caso di cicatrici da acne. L⬢eliodermia beneficia di queste tecniche senza nessun rischio di ipopigmentazione, con costi sociali limitati grazie a sequele più semplici. Inoltre, i fototipi scuri possono beneficiare di tecniche non ablative, a patto di ripetere le sedute. Si tratta di un buon avanzamento terapeutico da apprendere per tirarne fuori il massimo dell⬢efficacia senza inconvenienti. Per non prendere troppo rischio, ci si può accontentare di tecniche non ablative frazionate, ma che si limitano a una sola coagulazione tissutale, cosa che diminuisce il numero di applicazioni cliniche.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Dermopigmentazione in medicina e in dermatologia chirurgica
    • Authors: Casadio
      Abstract: Publication date: July 2016
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 13, Issue 1
      Author(s): S. Casadio
      L⬢arte di disegnare sul corpo è vecchia, ma oggi il suo impiego in medicina e in chirurgia ricostruttiva è inevitabile. Gli ⬓inchiostri⬽ sono diventati dei veri e propri impianti pigmentari, marcati CEIIb e le apparecchiature, i dermografi, sono state introdotte nelle sale operatorie. Inizialmente, il disegno è stato usato per ricostruire le superfici danneggiate; in seguito, è stato sviluppato il suo impiego nella chirurgia ricostruttiva dopo il cancro al seno. In questa indicazione, la dermopigmentazione è il metodo più affidabile e più innocuo per la ricostruzione del complesso areola-capezzolo. Le ricerche in materia di pigmenti e di aghi sono state continuate per affinare le indicazioni. Anche le cicatrici da ustioni e le depigmentazioni del corpo vengono trattate con dermopigmentazione medica. I trucchi permanenti si sono perfezionati con il trattamento delle malformazioni e delle cicatrici del viso che colpiscono le palpebre, le sopracciglia e la bocca. Ciò è dovuto ai progressi tecnologici e a una migliore comprensione della scienza del colore; in questo modo, questa pratica può espandersi: in effetti, la determinazione del fenotipo del paziente permette di scegliere l⬢impianto pigmentario adeguato. Fino a oggi, nel campo di peli e capelli, le ricerche si impegnano a realizzare delle micropigmentazioni il cui risultato può avvicinarsi il più possibile all⬢aspetto di un bulbo pilifero. Queste prospettive promettenti permettono di considerare il trattamento di vaste aree di calvizie, nei pazienti più giovani e nelle donne.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Secrezione sudorale e sebacea
    • Authors: G.-E.
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): G.-E. Piérard, C. Piérard-Franchimont, T. Hermanns-Lê
      Sono riconosciuti due tipi principali di ghiandole sudoripare; quelle a secrezione eccrina sono più numerose di quelle a secrezione apocrina. Le ghiandole apoeccrine hanno un’esistenza ipotetica discussa, associando delle caratteristiche eccrine e apocrine. Altre ancora hanno una struttura particolare e sono definite rispettivamente ghiandole di Moll, ceruminose e anogenitali pseudomammarie. La termolisi è la funzione principale delle ghiandole sudoripare eccrine. La valutazione qualitativa e quantitativa dei disturbi funzionali è accessibile mediante test non invasivi. Questi metodi permettono di distinguere oggettivamente i territori cutanei iper-, ipo- o anidrotici e di confrontare l’attività di ghiandole sudoripare vicine. Sono individuati tre tipi di follicoli pilosebacei secondo il volume della ghiandola sebacea e la dimensione del pelo. I follicoli sebacei comportano una ghiandola sebacea voluminosa e molto attiva. Essi si riscontrano soprattutto sul viso e sulla parte alta del tronco. La maturazione dei sebociti è marcata dalla sintesi del sebo, che è ricco in trigliceridi, esteri di cere, steroli e squalene. La secrezione di sebo a livello della ghiandola non può essere stimata direttamente; viceversa, l’escrezione sebacea sulla superficie della cute dopo il transito nel serbatoio infundibolare può essere misurata mediante biometrologia non invasiva. L’escrezione sebacea è regolata da diversi fattori fisicochimici che includono diversi ormoni, i più attivi dei quali sono gli androgeni. È anche possibile influenzare farmacologicamente il flusso di sebo. Diversi cosmetici possono regolare transitoriamente l’escrezione sebacea.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Profumi
    • Authors: M.-C. Martini
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): M.-C. Martini
      Dopo una breve storia dello sviluppo dell’utilizzo dei profumi nei paesi del contorno mediterraneo dall’antichità fino ai nostri giorni, sono ricordate le diverse metodiche di estrazione dei composti volatili, oli essenziali e assoluti. Si tratta, principalmente, dell’idrodistillazione, delle estrazioni con solventi volatili e non volatili e dell’estrazione meccanica. Vengono spiegate in dettaglio la composizione chimica e tecnologica dei profumi così come la legislazione e la tolleranza di alcune materie prime. Sono citati i principali componenti, in particolare quelli il cui utilizzo o il cui nome non sono particolarmente noti.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Prodotti per la toilette
    • Authors: Sayag
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): M. Sayag
      Dopo un richiamo del ruolo dei prodotti per la toilette che sono dei cosmetici, sono studiati i tensioattivi che ne costituiscono gli ingredienti detergenti: la loro definizione, le loro proprietà (imbibente, emulsionante, solubilizzante, detergente e schiumogena), quindi la loro classificazione, che comprende dei tensioattivi ionici (anionici, cationici, anfoteri) e non ionici con le caratteristiche di ogni gruppo e, infine, la loro tolleranza. Sono, quindi, passati in rassegna i diversi prodotti per la toilette: i saponi (il più delle volte solidi), i syndet (solidi e liquidi), le lozioni detergenti (lozioni complementari del latte per la toilette, soluzioni micellari e loro derivati: spume e gel), le emulsioni detergenti (latte per la toilette e creme lavanti) e delle forme complementari (oli detergenti, struccanti bifasici e salviette imbevute). Infine, sono trattate le indicazioni dei prodotti per la toilette incontrate dal medico: tipi di cute (secca, grassa, sensibile, del neonato e del lattante, del soggetto anziano, igiene intima) e alcune dermatosi (acne, dermatite atopica, rosacea, ecc.). La diversità dei prodotti per la toilette attualmente disponibili offre una scelta molto ampia all’utilizzatore, guidata dai suoi desideri orientati a prodotti standard (sapone supergrasso, gel doccia, latte detergente) o più moderni, che rinnovano il piacere della toilette (spuma detergente, olio da doccia) o, anche, tradizionali, come il sapone di Marsiglia, divenuto nuovamente attraente con la moda dei prodotti naturali. Il dermatologo può consigliare il suo paziente in funzione del tipo di cute o della dermatosi, scegliendo il prodotto di igiene adeguato che presenta il miglior equilibrio tra il suo potere detergente e il rispetto dell’integrità epidermica.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Laser terapeutici: basi fondamentali - differenti fonti di luci
           disponibili, fototermolisi frazionata
    • Authors: Mordon
      Abstract: Publication date: July 2015
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 12, Issue 1
      Author(s): S. Mordon
      La cute è schematicamente costituita da una sovrapposizione di tre strati di spessore variabile (epidermide, derma, ipoderma), che hanno ognuno una composizione molto eterogenea. La lesione selettiva di un bersaglio situato in profondità di quest’organo (pelo, vaso, ecc.) è, quindi, complessa e dipende da numerosi fattori: i parametri ottici del tessuto (riflessione, assorbimento, diffusione), che condizionano la penetrazione della luce nella cute, i parametri fisici (termico e meccanico) del bersaglio e del tessuto circostante, che svolgono un ruolo importante nella generazione di un danno specifico, e, infine, i parametri legati alla fonte laser (lunghezza d’onda, durata di emissione, energia applicata, dimensione dello spot, fluenza e irradianza), che influenzano i meccanismi di interazione. Si possono, così, distinguere quattro azioni principali: elettromeccanica, fotoablativa, fototermica e fotochimica.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Mesoterapia e invecchiamento
    • Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): S. Béchaux
      La mesoterapia dell’invecchiamento cutaneo, o mesoterapia antietà, si sviluppa da una decina di anni grazie a un’offerta in crescita accelerata di prodotti disponibili. Essa è indicata allo stesso tempo nei giovani, per ottenere una brillantezza della cute (si parlerà, allora, di biorivitalizzazione), e nei più anziani, per recuperare elasticità e fermezza della cute, con un guadagno di idratazione profonda. I prodotti sono a base di acido ialuronico reticolare o meno, più o meno associati a degli «attivi» idratanti o a dei cocktail di vitamine e a degli antiossidanti. Gli effetti secondari sono minori e transitori. I protocolli sono adattati in funzione del tipo di cute, dell’età, del grado di eliodermia e del prodotto iniettato. In pochissimo tempo, questa tecnica è divenuta imprescindibile nella gestione globale dell’invecchiamento cutaneo. Le tecniche di iniezione si combinano tra di loro. La mesoterapia potrà associarsi al riempimento delle rughe, al ripristino dei volumi, ma anche a tutte le altre tecniche antietà.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Laser ablativi CO2 ed Erbium
    • Authors: Beylot
      Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): C. Beylot
      Alla luce della loro maggiore efficacia, è un peccato che i laser ablativi Erbium e soprattutto CO2 siano abbandonati a favore dei laser frazionati, di utilizzo più facile, che li soppiantano sempre di più oggi. Questi laser ablativi impulsionali, il cui bersaglio è l’acqua, distruggono per effetto fototermico, in una singola seduta, in modo perfettamente programmato e riproducibile, la porzione superficiale di cute, epidermide e derma papillare. A ciò si aggiunge, soprattutto per il laser CO2, un danno termico controllato, proporzionale alla neocollagenesi, fattore essenziale del miglioramento. È vero che, con i laser ablativi, è necessaria un’anestesia generale o locoregionale, che i postumi sono più pesanti che con i laser frazionati e che il rischio di complicanze è maggiore in caso di errore tecnico. Tuttavia, quando il fotoinvecchiamento, indicazione principale di questi laser ablativi, è molto marcato, i risultati sono ben superiori, soprattutto con il laser CO2, con un effetto tensore che si ottiene in misura molto minore o non si ottiene assolutamente con i laser frazionati. Per le rughe profonde del labbro superiore, questi laser restano insostituibili. In altre indicazioni, quando occorre essere molto destruenti, i risultati sono migliori con questi laser ablativi tradizionali. Essi sono stati utilizzati in molte affezioni acquisite o genetiche. Per alcune di esse, subiscono oggi la concorrenza delle tecniche alternative come la chirurgia e la fototerapia dinamica. Tuttavia, essi restano la tecnica di elezione nel rinofima, negli angiofibromi della sclerosi tuberosa di Bourneville, nei nevi epidermici, in alcuni xantelasmi e nella balanopostite di Zoon e sono sempre validi per le cheratosi multiple, per i carcinomi basocellulari superficiali del volto e per alcune malattie di Bowen.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Rimodellamento dermico senza effrazione dell’epidermide con fonti di
           energia
    • Authors: Mordon
      Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): S. Mordon
      Da diversi anni esiste un crescente interesse per un largo ventaglio di tecniche interventistiche non ablative volte a «ringiovanire» i tessuti cutanei e sottocutanei in maniera prevedibile, sicura ed efficace. Si parla, così, di rimodellamento dermico. Il principio consiste nell’ottenere un’azione termica limitata al derma superficiale e medio. Questa azione termica porta a una reazione infiammatoria, seguita da un’attivazione e da una proliferazione fibroblastiche, all’origine della formazione di un neocollagene, e, a termine, a un rimodellamento del derma. La finalità è di evitare qualsiasi effrazione dell’epidermide che possa portare a delle complicanze, se la disepitelizzazione è estesa, e a un allontanamento inevitabile dalla vita sociale. Al fine di ottenere un innalzamento controllato della temperatura, sono, così, proposte numerose fonti di energia: laser, lampade intense pulsate, radiofrequenza, ultrasuoni e microonde.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Chirurgia del cuoio capelluto con microinnesti
    • Authors: Bouhanna
      Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): P. Bouhanna
      Le tecniche di microinnesti di cuoio capelluto sono direttamente legate alla modalità di prelievo. Il prelievo di una fascia di cuoio capelluto senza rasatura preliminare permette, dopo il ritaglio sotto microscopio, di ottenere unità follicolari a capelli lunghi (FUL) o dopo una rasatura preliminare (innesto di unità follicolari). Il foraggio di un cuoio capelluto raso con un punch di circa 0,8 mm permette l’estrazione di unità follicolari (FUE). Le indicazioni sono essenzialmente le alopecie androgenetiche maschili e femminili ma anche le alopecie cicatriziali, le alopecie da trazione degli afroamericani e i diradamenti del pube, della barba, dei baffi, delle sopracciglia e delle ciglia.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Trattamento delle cicatrici ipertrofiche e cheloidee
    • Authors: Bodokh
      Abstract: Publication date: July 2014
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 11, Issue 1
      Author(s): I. Bodokh
      Le cicatrici ipertrofiche e cheloidee corrispondono a una risposta anomala della cicatrizzazione cutanea. Il loro trattamento si impone davanti all’esistenza di disturbi e di segni funzionali invalidanti e, in genere, al loro carattere antiestetico. Le recidive quasi costanti dopo l’exeresi chirurgica e la moltitudine delle metodiche utilizzate, di efficacia variabile, spiegano l’assenza di riferimenti terapeutici. Vari trattamenti hanno mostrato buoni risultati in studi di piccole dimensioni, senza un reale studio comparativo o con un follow-up a lungo termine. I massaggi cicatriziali, la pressoterapia, la crioterapia, le applicazioni di gel di silicone, il laser, le iniezioni intralesionali (principalmente corticosteroidi, bleomicina e 5-fluorouracile), la radioterapia e così via sono utilizzati da soli o, il più delle volte, in associazione, permettendo una riparazione progressiva della cicatrice. Questo articolo espone una revisione critica della letteratura sui diversi trattamenti, nonché la nostra esperienza a proposito della gestione delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Irradiazione solare: basi fisiche ed effetti cutanei biologici e clinici
    • Authors: Meunier
      Abstract: Publication date: July 2013
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 10, Issue 1
      Author(s): L. Meunier
      La qualità dell’irradiazione solare che riceviamo sulla terra dipende dall’instabilità dell’emissione del sole, dalla nostra posizione rispetto a quest’ultimo, dallo stato dell’atmosfera e dalla qualità del terreno su cui ci troviamo. L’insolazione ricevuta dall’individuo è la risultante dell’irradiazione solare diretta, della luce del cielo e della riflessione del terreno. Lo spettro ultravioletto (UV) è il più energetico e rappresenta la porzione dello spettro solare più attiva sul piano biologico. Lo strato di ozono arresta i raggi più nocivi e la sua distruzione potrebbe avere gravi conseguenze sulla salute. Gli effetti biologici dipenderanno dal tipo di esposizione e dal fototipo: produzione di specie reattive dell’ossigeno, sintesi di prostaglandine, attivazione di fattori di trascrizione, produzione di citochine, sintesi di melanine e di vitamina D, danni all’acido desossiribonucleico (DNA) e mutazioni. Gli effetti degli UV possono essere benefici o tossici, provocando delle reazioni di fotosensibilizzazione e stimolando la promozione tumorale dei cancri cutanei. Questa è, prima di tutto, dovuta agli effetti degli UV sull’immunità cutanea. Infine, l’esposizione solare cronica è all’origine del fotoinvecchiamento della cute. Tutti questi effetti devono essere presi in considerazione per migliorare la fotoprotezione.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Igiene e cosmesi dei capelli; tecniche estetiche
    • Authors: Bouillon
      Abstract: Publication date: July 2013
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 10, Issue 1
      Author(s): C. Bouillon
      Nozione semplice per il profano che lo assimila a un prodotto di igiene in senso stretto, uno shampoo di qualità richiede, in realtà, una composizione altamente elaborata, a cui sono attribuite delle funzioni molto diverse, e che deve rispondere a molteplici esigenze, a volte contraddittorie e mutevoli, dato che la prima finalità di uno shampoo deve essere l’abbellimento della capigliatura. Benché non possa raggiungere le prestazioni di un dopo-shampoo dedicato alla cura e all’estetica del capello e della capigliatura, esso deve avvicinarvisi, in quanto tale è l’attesa. E il primo gesto di cosmesi della capigliatura. I capelli sono esposti in permanenza alle variazioni climatiche e ambientali e subiscono quotidianamente degli insulti meccanici la cui storia e il cui accumulo si inscrivono dalla radice alla punta nell’alterazione crescente del fodero protettivo formato dalla cuticola del capello. I prodotti di cura e di abbellimento hanno come primo obiettivo quello di migliorare lo stato di superficie e di proteggere il capello su tutta la sua estensione, offrendo la risposta migliore ai suoi bisogni specifici: dolcezza, brillantezza, volume, leggerezza, elasticità, disciplina, facilità di acconciatura e così via. Prima di affrontare le tecniche di messa in piega e di colore, faremo alcuni richiami sulla struttura del capello e sulla natura dei legami che ne assicurano la coesione e che consentono di introdurre i meccanismi di deformazione del capello e i principi fisicochimici su cui si basano la messa a punto dei prodotti di acconciatura e di mantenimento, quindi il processo della permanente e l’intervento inverso, che consiste nel lisciare i capelli ricci. Lo schiarimento del colore dei capelli consiste essenzialmente nella degradazione ossidativa e nella solubilizzazione dei pigmenti melanici situati nella corteccia. Esso fa ricorso all’ossigeno nascente prodotto dall’acqua ossigenata, con il complemento eventuale di persolfati per ottenere forti decolorazioni. Il trattamento schiarente induce delle alterazioni importanti nelle proprietà del capello, da cui la necessità di utilizzare in seguito delle cure adeguate e specifiche. La colorazione conosce un favore sempre crescente. Utilizzata oggi da una donna su due nei paesi industrializzati, essa può corrispondere a molteplici bisogni e desideri da soddisfare. I prodotti di colorazione sono di solito divisi in quattro categorie che riflettono la durata e la persistenza della colorazione portata. La colorazione di ossidazione, da sola, costituisce il 70-80% delle applicazioni: essa è basata sull’uso di sostanze incolori, basi e accoppiatori, che formano un pigmento nel capello grazie a un processo di ossidazione iniziato dall’acqua ossigenata. A seconda delle condizioni di pH, essa permette di coprire i capelli bianchi nella sfumatura naturale dei capelli, di fornire dei riflessi tenaci o di rendere in modo duraturo la tinta naturale più chiara o più scura. Grazie alle innovazioni in materia di cura e di protezione della fibra capillare di cui beneficia ogni stadio del trattamento di colorazione, i prodotti moderni preservano la qualità del capello esaltando al tempo stesso l’abbellimento della capigliatura.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Laser ablativi CO2 ed Erbium
    • Authors: Beylot
      Abstract: Publication date: July 2013
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 10, Issue 1
      Author(s): C. Beylot
      Alla luce della loro maggiore efficacia, è un peccato che i laser ablativi Erbium e soprattutto CO2 siano abbandonati a favore dei laser frazionati, di utilizzo più facile, che li soppiantano sempre di più oggi. Questi laser ablativi impulsionali, il cui bersaglio è l’acqua, distruggono per effetto fototermico, in una singola seduta, in modo perfettamente programmato e riproducibile, la porzione superficiale di cute, epidermide e derma papillare. A ciò si aggiunge, soprattutto per il laser CO2, un danno termico controllato, proporzionale alla neocollagenesi, fattore essenziale del miglioramento. È vero che, con i laser ablativi, è necessaria un’anestesia generale o locoregionale, che i postumi sono più pesanti che con i laser frazionati e che il rischio di complicanze è maggiore in caso di errore tecnico. Tuttavia, quando il fotoinvecchiamento, indicazione principale di questi laser ablativi, è molto marcato, i risultati sono ben superiori, soprattutto con il laser CO2, con un effetto tensore che si ottiene in misura molto minore o non si ottiene assolutamente con i laser frazionati. Per le rughe profonde del labbro superiore, questi laser restano insostituibili. In altre indicazioni, quando occorre essere molto destruenti, i risultati sono migliori con questi laser ablativi tradizionali. Essi sono stati utilizzati in molte affezioni acquisite o genetiche. Per alcune di esse, subiscono oggi la concorrenza delle tecniche alternative come la chirurgia e la fototerapia dinamica. Tuttavia, essi restano la tecnica di elezione nel rinofima, negli angiofibromi della sclerosi tuberosa di Bourneville, nei nevi epidermici, in alcuni xantelasmi e nella balanopostite di Zoon e sono sempre validi per le cheratosi multiple, per i carcinomi basocellulari superficiali del volto e per alcune malattie di Bowen.

      PubDate: 2018-03-21T03:22:36Z
       
  • Invecchiamento della pelle - Invecchiamento globale del volto:
           orientamento terapeutico
    • Authors: Beylot
      Abstract: Publication date: July 2017
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 14, Issue 1
      Author(s): C. Beylot
      La correzione dell’invecchiamento cutaneo e facciale è il motivo essenziale delle consultazioni in dermatologia estetica. Questa richiesta dei pazienti, divenuta un fenomeno sociale, è aumentata con i notevoli progressi delle terapie non chirurgiche meno invasive: laser, tossina botulinica e filler. Tuttavia, per applicarle al meglio e in maniera personalizzata, dal momento che ogni volto invecchia diversamente, è indispensabile un’analisi facciale globale, statica e dinamica. Infatti, l’invecchiamento non è, ovviamente, limitato alla pelle, ma riguarda anche i tessuti sottostanti: muscoli, tessuto adiposo e sostegno osseo. In questo articolo, l’invecchiamento della pelle e le sue diverse tipologie, cronologica, ormonale e ambientale con l’importante ruolo dei raggi ultravioletti e anche del fumo di sigaretta e, forse, dell’inquinamento, sono considerati sul piano clinico e fisiopatologico. La descrizione dell’invecchiamento cutaneo non riguarda solamente il viso in cui predomina il fotoinvecchiamento, ma anche il resto del corpo. Poi, sono descritte le condizioni generali dell’invecchiamento facciale delle strutture sottocutanee, quelle dei muscoli pellicciai che compensano la loro atrofia con un’ipercontrazione permanente responsabile di rughe dinamiche, quelle del tessuto adiposo che va in ptosi e, talvolta, si atrofizza, facendo perdere al viso le curve armoniose e la pienezza della gioventù, e quelle del supporto osseo e delle sue aree di assorbimento preferenziale che sono anche quelle in cui l’invecchiamento dei tessuti molli è più marcato. I terzi superiore, medio e inferiore non invecchiano nello stesso modo e i principi di correzione sono diversi. Infine, viene brevemente considerato l’orientamento terapeutico, tenendo conto delle aspettative, spesso molto ragionevoli, delle pazienti che desiderano un ringiovanimento moderato e naturale, nel rispetto della loro personalità, eliminando le espressioni negative legate all’invecchiamento, e che non vogliono né un viso statico né una “clonazione estetica”.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
       
  • Cosmetologia della dermatite atopica
    • Abstract: Publication date: July 2017
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 14, Issue 1
      Author(s): S. Seité
      La dermatite atopica (DA), o eczema atopico, è una malattia infiammatoria della pelle molto comune, la cui prevalenza è raddoppiata o, addirittura, triplicata in 30 anni. Colpirebbe il 15-30% dei bambini e il 2-10% degli adulti. La DA è caratterizzata dall’alternanza di attacchi, o crisi atopiche, e da periodi di remissione. Le attuali conoscenze sulla DA coinvolgono anomalie della barriera cutanea (fisiche e chimiche), della barriera immunitaria e, più recentemente, della barriera microbica o microbiota, essendo le tre collegate. La strategia clinica utilizzata nel trattamento della DA per un buon controllo della malattia è la prescrizione concomitante di farmaci e di dermocosmetici. Il ruolo del dermatologo è, quindi, di prescrivere e, anche, di insegnare le misure igieniche che permettono di ripristinare queste tre barriere o di evitare che la loro alterazione si aggravi.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
       
  • Aspetti psicologici e sociologici del trucco cosmetico e correttivo
    • Authors: Grognard
      Abstract: Publication date: July 2012
      Source:EMC - Cosmetologia Medica e Medicina degli Inestetismi Cutanei, Volume 9, Issue 1
      Author(s): C. Grognard
      Il trucco è sempre esistito. Sottoposto alle regole culturali, è, a volte, consigliato e, a volte, criticato, poiché è accusato di mascherare la vera personalità di colui o, soprattutto, di colei che lo porta. Esso deve rispondere tanto a una morale dell’aspetto quanto a una questione di estetica. È, ai nostri giorni, oggetto di un grande interesse economico e si vede anche nobilitato, in quanto migliora la qualità della vita delle persone colpite da un problema fisico o da una malattia dermatologica visibile. Partendo dall’adagio «ciò che è bello è buono», l’essere umano tenta di avvicinarsi il più possibile a un ideale fisico di bellezza. Il trucco cosmetico e/o correttivo permette, quindi, di tentare di avvicinarsi al meglio a questo ideale.

      PubDate: 2018-03-10T10:11:20Z
       
 
 
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