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EMC - Otorinolaringoiatria
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ISSN (Print) 1639-870X
Published by Elsevier Homepage  [3163 journals]
  • Lesioni centrali dell’udito
    • Authors: M. Puechmaille; L. Gilain; P. Avan; T. Mom
      Pages: 1 - 12
      Abstract: Publication date: June 2018
      Source:EMC - Otorinolaringoiatria, Volume 17, Issue 2
      Author(s): M. Puechmaille, L. Gilain, P. Avan, T. Mom
      I danni centrali dell’udito comprendono, da una parte, le sordità corticali dovute a lesioni cortico-sotto-corticali, che danno dei quadri semeiologici conosciuti da tempo (sordità verbale, sordità corticale e agnosia uditiva), e, dall’altra, dei disturbi dell’udito meno marcati e di identificazione più recente, come, per esempio, alcuni ritardi di apprendimento nei bambini e alcune sordità dell’adulto in contrasto con soglie uditive periferiche entro i limiti della norma (obscure auditive dysfonction, sordità latente) e alcune presbiacusie con coinvolgimento centrale. Un danno genetico centrale dell’udito, molto frequente, è rappresentato dall’amusia congenita. Queste lesioni sono difficili da diagnosticare e richiedono, per essere rilevate, degli specifici test soggettivi ed elettrofisiologici. La diagnosi di questi danni centrali dell’udito è, tuttavia, importante da effettuare per migliorare la gestione delle persone colpite, in particolare nel bambino nel pieno periodo dell’apprendimento. Le cause sono molteplici e, tra queste, si annoverano i danni ischemici, emorragici, tumorali, infettivi, degenerativi e iatrogeni (soprattutto chirurgici e radiochirurgici). Alcune cause nei bambini non sono “statiche”, ma in relazione con un’asincronia della maturazione delle vie uditive. L’esplorazione all’esame obiettivo può aiutare l’elettrofisiologia. Queste tecniche, che utilizzano i potenziali evocati precoci, semiprecoci e tardivi, l’auditory steady state response (ASSR) e la speech-auditory brainstem response (ABR), forniscono delle informazioni limitate sullo stato delle vie acustiche centrali, ma possono aiutare a classificare le diverse patologie responsabili e, soprattutto, a identificare i siti di lesione. La diagnostica per immagini (risonanza magnetica nucleare funzionale [RMf], magnetoencefalografia, tomografia a emissione di positroni [PET]) è promettente ma di applicazione clinica ancora ristretta.

      PubDate: 2018-05-31T22:16:04Z
      DOI: 10.1016/s1639-870x(18)90334-x
       
  • Anatomia delle cavità nasosinusali
    • Authors: J. Delmas; T. Radulesco; A. Varoquaux; J.-M. Thomassin; P. Dessi; J. Michel
      Pages: 1 - 20
      Abstract: Publication date: June 2018
      Source:EMC - Otorinolaringoiatria, Volume 17, Issue 2
      Author(s): J. Delmas, T. Radulesco, A. Varoquaux, J.-M. Thomassin, P. Dessi, J. Michel
      L’anatomia delle cavità nasosinusali è particolare sotto vari punti di vista. In primo luogo, la sua complessità la rende una zona difficile da comprendere per i giovani medici, sia anatomisti che radiologi che chirurghi. In questo trattato, abbiamo voluto, al di là della presentazione dell’anatomia descrittiva classica, fare il punto sulle principali nozioni di anatomia chirurgica e sugli elementi chiave dell’anatomia radiologica del naso e dei seni nasali. Abbiamo insistito sulle nuove nomenclature, compresa quella del sistema etmoidofrontale, in modo da rendere il tutto più conforme alla nomenclatura utilizzata nelle pubblicazioni internazionali. Le numerose illustrazioni presentate consentono ai lettori di acquisire familiarità con l’anatomia normale e pongono la loro attenzione sulle principali varianti anatomiche che possono essere incontrate. In questo lavoro, l’attenzione del lettore è attirata sull’uso della cone beam computerized tomography (CBCT), che sembra essere una promettente tecnica radiologica sinusale.

      PubDate: 2018-05-31T22:16:04Z
      DOI: 10.1016/s1639-870x(18)90352-1
       
  • Tumori del nervo faciale
    • Authors: Barbut
      Abstract: Publication date: June 2018
      Source:EMC - Otorinolaringoiatria, Volume 17, Issue 2
      Author(s): J. Barbut, F. Tankéré
      I tumori del nervo faciale sono tumori rari, dominati dallo schwannoma del nervo faciale e dall’emangioma. Le altre eziologie sono affrontate come diagnosi differenziali. Lo schwannoma del nervo faciale può interessare tutti i segmenti intrapetrosi del nervo, ma colpisce preferenzialmente il ganglio genicolato. Le sue modalità di rivelazione più frequenti sono un danno della motilità facciale o dei segni vestibolococleari. La risonanza magnetica (RM) e la TC sono necessarie per effettuare la diagnosi, specificare l’estensione della lesione, escludere le altre eziologie e definire la via d’accesso di un eventuale intervento chirurgico. Le sfide principali di questi tumori del VII nervo sono la conservazione o la riabilitazione della funzione facciale, integrando la problematica uditiva. A seconda dello stato della motilità facciale e dell’udito, della localizzazione del tumore, della sua evolutività e, infine, dell’età e dei desideri del paziente, la gestione può essere chirurgica (exeresi totale o parziale) o basarsi sulla radioterapia stereotassica oppure su una semplice sorveglianza.

      PubDate: 2018-05-31T22:16:04Z
       
 
 
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