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Journal Cover Forum Italicum : A Journal of Italian Studies
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   Hybrid Journal Hybrid journal (It can contain Open Access articles)
   ISSN (Print) 0014-5858 - ISSN (Online) 2168-989X
   Published by Sage Publications Homepage  [853 journals]
  • In forma di riconoscenza
    • Authors: Vitelli; F.
      Pages: 337 - 337
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816674635
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Presentazione
    • Authors: DellAquila; G.
      Pages: 338 - 340
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816665799
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Ricordo di Via Due Macelli
    • Authors: Acetoso; R.
      Pages: 341 - 341
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662856
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Il vento delle malve
    • Authors: Vincenzo Scotellaro; R.
      Pages: 342 - 345
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662859
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Fratello maggiore, fratello minore
    • Authors: Fofi; G.
      Pages: 346 - 348
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662822
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Dal mondo contadino alla societa di oggi
    • Authors: Marselli; G. A.
      Pages: 349 - 370
      Abstract: Il saggio traccia un itinerario storico delle trasformazioni del mondo contadino sino agli esiti odierni. Nel discorso assume rilievo l’analisi socio-antropologica con speciale riferimento all’indagine su Matera del Gruppo di studio coordinato da Friedmann e all’attività nel Mezzogiorno degli antropologi stranieri, da Banfield a Redfield. La prospettiva è quella formatasi all’interno dell’Osservatorio di Economia e politica agraria di Portici, diretto da Manlio Rossi-Doria. L’apporto di Carlo Levi e Rocco Scotellaro è utilizzato non solo per illuminare la polemica sulla civiltà contadina, ma anche per capire la vicenda storico-politica nell’Italia del secondo dopoguerra avendo un particolare riguardo verso la Basilicata.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663893
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Egemonie e resistenze: Uno sguardo antropologico sui rapporti tra governi
           e contadini
    • Authors: Davis; J.
      Pages: 371 - 377
      Abstract: Il saggio analizza le speciali modalità attraverso le quali i contadini oppongono resistenza allo Stato per reagire alle sue incomprensioni, talvolta anche attraverso giochi di parole. Ugualmente, viene contestata l’arcaicità della civiltà contadina per metterne viceversa in evidenza caratteri che risalgono ad epoca moderna, collocabili all’incirca a inizio di Ottocento. Questi caratteri furono la risposta ai cambiamenti profondi portati dai nuovi borghesi affermatisi con l’eversione della feudalità; si può dire che essi vengono meno negli anni sessanta del Novecento con l’accesso ai nuovi mercati europei. I contadini respingono i piani calati dall’alto e perciò vengono definiti arcaici e ostili alla modernizzazione.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663892
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Don Luigino recuperato. Primi documenti inediti e rari su Carlo Levi e la
           Lucania
    • Authors: Vitelli; F.
      Pages: 378 - 407
      Abstract: L’articolo, attraverso una documentazione inedita e rara, offre elementi per una più meditata lettura del Cristo si è fermato a Eboli; e, più in generale, del rapporto di Levi con la Lucania. Di rilievo le novità riguardanti il protagonista podestà don Luigino Garambone (Magalone) qui studiato per la prima volta nell’intervento che Levi fece a suo favore per sottrarlo all’epurazione e nella sua attività giornalistica; nonché quelle su un personaggio dell’opera apparentemente minore, quale Ortensio Ruggiero (Orlando), e sul fratello Amerigo. Altri punti salienti del discorso sono l’analisi del carteggio Levi-Montano e della campagna elettorale per la Repubblica del 1946 in Basilicata.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816669923
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • In viaggio con Carlo Levi
    • Authors: Carbone; M.
      Pages: 408 - 410
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662845
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Carlo Levi a Roma
    • Authors: Petrignani; S.
      Pages: 411 - 416
      Abstract: Il rapporto di Carlo Levi con Roma, città d’adozione, che fu teatro di grandi amicizie e della sua molteplice attività di narratore, polemista, poeta, pittore, uomo politico. Dalla giovinezza antifascista alla Dolce Vita, dal successo di "Cristo si è fermato a Eboli" alle battaglie come parlamentare nella sinistra indipendente. I grandi amori, la paternità negata, le forti amicizie (Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Palma Bucarelli, Renato Guttuso, Sartre e Simone de Beauvoir). Un ritratto dell’uomo e dell’artista, infedele alle donne, ma fedelissimo ai sentimenti, ai propri principi e alle città del cuore, prima di tutto Roma.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816666252
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Carlo Levi nella cultura americana tra gli anni Quaranta e Cinquanta
    • Authors: Beltrami; L.
      Pages: 417 - 436
      Abstract: Il saggio indaga i rapporti tra Carlo Levi e la cultura americana a partire dal viaggio dell’autore a New York nella primavera del 1947 in compagnia dell’ex premier italiano Ferruccio Parri. Anche in virtù della campagna promozionale svolta in quell’occasione, l’edizione americana di Cristo si è fermato a Eboli (1947) raggiunge un enorme successo di vendite e ottiene un notevole consenso da parte della critica, destando l’attenzione di due noti reviewers della scena americana come Alfred Kazin e Paolo Milano. La fortuna dell’opera consente a Levi di avviare collaborazioni con importanti periodici statunitensi, tra cui la rivista Life, il New York Times e, più avanti, il The Reporter diretto da Max Ascoli. Il fiasco di Of Fear and Freedom (1950) e la controversa ricezione di The Watch (1951), ovvero i libri attraverso cui Levi approfondisce la sua riflessione sulla società e sulla politica italiana negli anni del totalitarismo e del Dopoguerra, segnano invece un progressivo calo di interesse da parte del pubblico americano e fanno emergere alcune divergenze culturali che sembrano persistere anche nell’ultimo e più tardo reportage dedicato agli Stati Uniti (1960).
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662276
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Paura della liberta, passione nella liberta. Fonti e incroci leviani fra
           1939 e 1945
    • Authors: DElia; C.
      Pages: 437 - 445
      Abstract: Fra gli scritti di Levi Paura della libertà (1939), definito dal’autore stesso ‘poema filosofico’, è certamente il più oscuro, nella complessità dell’argomentazione teorica e nella ricchezza dei riferimenti impliciti. L’articolo mira a individuare alcune delle fonti principali del testo, ipotizzando una influenza del freudiano Psicologia delle masse e analisi dell’Io, e di Ernst Bloch, segnatamente di Eredità del nostro tempo . In questa prospettiva emergono continuità inaspettate con Cristo si è fermato a Eboli, che vengono qui indagate anche sul versante del rapporto testo / immagine.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663912
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Cristo si e fermato a Eboli alla luce della tecnica narratologica
    • Authors: de Miguel y Canuto; J. C.
      Pages: 446 - 463
      Abstract: Queste pagine cercano di rispondere a un insieme di domande circa l’opera Cristo si è fermato a Eboli, presa in considerazione in quanto testo letterario. Si tratta, fra le altre, di domande quali: in quale modo sono assemblati i (disparati) materiali che lo compongono? Quali sono le tecniche narrative adoperate? Qual è il rapporto fra narratore-protagonista e autore? Quale ruolo ha l’autore nel testo? È un ruolo unitario? L’opera è un romanzo? Come agisce la commistione di generi? Come cresce il libro? Nelle risposte si cerca di aprire nuovi spiragli alla critica leviana.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662824
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Storie di piccola borghesia nelle pagine iniziali del Cristo
    • Authors: Guaragnella; P.
      Pages: 464 - 475
      Abstract: Il confino al quale Carlo Levi fu condannato nei territori della Lucania, in particolare ad Aliano, gli diede occasione di conoscere molto da vicino le mentalità e i costumi della piccola borghesia meridionale del Ventennio fascista. Attraverso la descrizione dei personaggi più rilevanti del Cristo si è fermato a Eboli, come per esempio il podestà Don Luigi, il dottor Gibilisco e il dottor Milillo per citarne alcuni, Levi opererà una denuncia acre del ruolo della piccola borghesia, una denuncia che si protrarrà con l’Orologio e susciterà scandalo nella cultura comunista del secondo dopoguerra. L’orientamento di Levi affonda le sue radici nella posizione in particolare di Gaetano Salvemini e di Piero Gobetti.Il contributo critico che si propone affronta queste tematiche attraversando le pagine iniziali del Cristo.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662871
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • L'Orologio: Il romanzo della politica
    • Authors: Leogrande; A.
      Pages: 476 - 483
      Abstract: L’eccesso di politica produce paradossalmente una spoliazione della politica, per come essa era stata immaginata nei lunghi anni dell’esilio in bilico tra la vita e la morte: è questa la riflessione posta al centro del secondo romanzo di Carlo Levi, L’Orologio, uscito nel 1950. L’Orologio è un libro che narra l’origine e la deflagrazione di una crisi politica (quella dei partiti politici che avevano fatto la Resistenza al nazifascismo, già negli ultimi mesi del 1945), i rapporti tra le diverse forze partitiche in quel frangente della storia d’Italia, e soprattutto le vicissitudini del Partito d’Azione, il piccolo partito liberal-socialista, o socialista-libertario, nato dall’esperienza di Giustizia e libertà, a cui Levi (già autore con Leone Ginzburg del fondamentale saggio Il concetto di autonomia nel programma di G.L.) aveva aderito.Il saggio si propone di analizzare la genesi e la struttura del romanzo, il rapporto tra esso e l’attività politico-giornalistica di Levi in quegli anni, lo stile del suo autore, le relazioni che egli intrattiene con un’Italia socialmente vivissima, eppure incamminata verso nuove restaurazioni.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662265
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Misteriose vicende di un tempo diverso: LOrologio tra viaggio, sogno e
           magia
    • Authors: Acetoso; M.
      Pages: 484 - 493
      Abstract: L’Orologio (1950) di Carlo Levi è stato spesso descritto come un romanzo d’impegno politico. Tuttavia, nell’immortalare un periodo di profonda trasformazione individuale e collettiva, Levi rifugge una rappresentazione mimetica del dato storico, realizzando un potente affresco espressionista. Lo svolgimento narrativo del romanzo è fortemente imperniato su una presenza diffusa di elementi onirici e magici: per penetrare la complessità di quest’opera è necessario quindi esplorare tale aspetto fondamentale della scrittura leviana. Il presente articolo analizza L’Orologio nei termini di un racconto di viaggio all’interno della coscienza fratturata di un paese, laddove viaggio, sogno e magia si rivelano misure complementari di un percorso conoscitivo di ricostruzione morale privato e collettivo insieme.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662853
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • "Un altro tempo, che e quello della fantasia"
    • Authors: Grignani, M. A; Milone, F.
      Pages: 494 - 518
      Abstract: I quaderni autografi che attestano la redazione manoscritta de L’Orologio, conservati al Centro per gli Studi sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia, sono la risorsa principale per questa indagine sulla scrittura di Carlo Levi. Attraverso lo studio delle carte è possibile infatti la ricostruzione dei tempi di composizione, grazie alle date apposte dall’autore sui quaderni; inoltre, similmente a quanto già noto per Cristo si è fermato a Eboli, si verificherà il metodo di scrittura leviano, incentrato su una stesura con pochi rifacimenti, ma spesso anticipata da scalette progettuali e strettamente intrecciata alla composizione in versi, come certificano alcune poesie che trovano spazio, a fianco alla narrazione, nelle pagine degli autografi. I vettori correttori evinti dalle varianti diranno poi del modo in cui Levi modella la lingua e la struttura del suo libro, attraverso soluzioni che vanno in direzione di un registro sostenuto e dell’incremento descrittivo.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662268
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Le incidenze del racconto: Le parole sono pietre
    • Authors: Tassoni; L.
      Pages: 519 - 530
      Abstract: Per individuare la chiave di lettura del libro di Carlo Levi viaggiatore in Sicilia, edito nel 1955, occorre capire la posizione che occupa il narratore-viaggiatore rispetto alle storie che ascolta e racconta, innestate sul filone principale della narrazione che nel tempo lineare egli vive e attraversa come personaggio del proprio viaggio. I tre tempi, coincidenti con i tre diversi viaggi in Sicilia dello scrittore piemontese, costituiscono altrettante fasi di un avvicinamento progressivo alla comprensione storica del presente reinterpretato attraverso il concetto, caro a Levi, di epica moderna. Nel saggio se ne discutono le caratteristiche e si analizzano le diverse tipologie descrittive e discorsive che formano l’intreccio narrativo.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816653384
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Il futuro ha un cuore antico
    • Authors: Naccarella; I.
      Pages: 531 - 543
      Abstract: Carlo Levi riporta in questo libro l’esperienza del suo viaggio in Unione Sovietica nel 1955. Con la prospettiva del pittore e gli strumenti dello scrittore Levi propone un quadro a tinte neutre della società sovietica. I toni della rappresentazione si accendono nella descrizione dei singoli individui e ogni qual volta ritrova nella realtà sovietica delle analogie con la realtà delle sue esperienze passate. I motivi ricorrenti lungo le linee narrative che compongono l’intreccio sono il paesaggio e la visione d’insieme, l’evocazione del passato e la descrizione allegorica dell’incombere del tempo, il legame tra realtà lontane, il raggiungimento di una nuova dimensione e la compressione dello spazio.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816653383
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Una poetica dellascolto: Tutto il miele e finito
    • Authors: Curcio; M.
      Pages: 544 - 555
      Abstract: Il racconto del viaggio in Sardegna di Carlo Levi, pubblicato nel 1964, porta per la prima volta nell’opera dello scrittore a mediare due differenti tipologie della memoria, quella arcaica e quella contemporanea. L’esperienza del viaggiatore si forma sulla capacità che egli ha di ascoltare e guardare gli episodi della sua esperienza sull’isola, confrontando il carattere di un patrimonio arcaico con la consapevolezza dell’intelligenza contemporanea. Il libro di Levi non è né un romanzo né un reportage, ma il ritratto non statico di un insieme di personaggi e luoghi, che si dispongono consapevolmente o inconsapevolmente a essere raccontati. Il saggio analizza le caratteristiche di questa narrazione formata da racconti o frammenti di racconto.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816653379
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • La scrittura di viaggio di Carlo Levi
    • Authors: Scianatico; G.
      Pages: 556 - 564
      Abstract: Partendo dall’analisi di Cristo si è fermato ad Eboli in chiave odeporica, se ne individua lo schema di approccio al diverso, poi messo in atto nei successivi reportages dall’Europa e dall’Oriente (in particolare Russia, Cina, India).Si tratta di viaggi all’interno di una dimensione spaziotemporale, dove si congiungono dialetticamente arcaico e moderno, dove nell’ignoto dell’altrove si rintraccia l’identità dell’io, e all’esotismo pittorico e fantasmagorico delle immagini è correlata la problematica politico-sociale dei Paesi attraversati.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662818
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Quaderno a cancelli
    • Authors: Giacopini; V.
      Pages: 565 - 571
      PubDate: 2016-11-13T20:39:44-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663911
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • La rima in Bosco di Eva di Carlo Levi
    • Authors: Cascio; G.
      Pages: 572 - 583
      Abstract: L’oggetto dell’analisi di questo saggio è la rima così come viene messa in atto in una delle raccolte poetiche di Carlo Levi: Bosco di Eva. Attraverso un close reading delle poesie si comprende l’importanza della metrica su tre livelli: quello strutturale, quello simbolico e quello letterario all’interno del gruppo di scrittori ‘antinovecenteschi’, intenti a un recupero della tradizione. Per quanto qui ci si concentri su un numero esiguo di testi, l’esame – così come viene suggerito dal metodo dell’hermeneutischer Zirkel – si intende valido per l’intero corpus leviano.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816653378
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Coscienza, autonomia e resistenza. Note sulle prose politiche di Carlo
           Levi
    • Authors: Gaudio; A.
      Pages: 584 - 592
      Abstract: Si analizza la capacità di Carlo Levi di impiegare, all’interno dei suoi scritti di carattere più marcatamente politico, alcune espressioni peculiari al fine di risvegliarne la memoria storica, da un lato, e dall’altro di considerarne la piena attualità. È il caso, ad esempio, dei concetti di fascismo e antifascismo, di autonomia e resistenza, di coscienza e umanesimo, tutti utilissimi per fissare, prima di tutto con se stesso e molti anni prima di Eboli, le coordinate della sua dimensione morale e civile. Dimensione che non passa dalle secche dei codici e dei programmi usati dalla politica in quanto sistema di pratiche, perché carica, invece, di uno spirito che, finanche su un piano lessicale, rivede, approfondisce e modifica continuamente il suo livello di comprensione e di interpretazione. Nella riflessione dello scrittore piemontese, anche a distanza di decenni, il ruolo della coscienza, dell’autonomia e della resistenza permane immutato perché immutato è, purtroppo, il mondo senza vita dell’amministrazione, del moralismo e dell’ideologia fascista cui egli si oppose sempre con decisione.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816653380
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Gli interventi al Senato di Carlo Levi
    • Authors: Flores; M.
      Pages: 593 - 599
      Abstract: Il saggio prende in esame gli interventi di Carlo Levi, eletto in Senato come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. Questo suo stato spiega il margine di libertà che lo scrittore si ritaglia, pur nel rispetto formale della cornice di riferimento. I discorsi di Levi riguardano in genere temi legati alla cultura, alla politica estera e a fatti interni di politica o di cronaca; in essi è dato riscontrare acutezza di analisi e spesso una forza prefigurativa di ciò che sarebbe poi accaduto. Capita di riscontrare nei discorsi il collegamento con l’attività di Levi scrittore; ad esempio, con L’Orologio; e sembra talvolta affiorare quasi autocritica rispetto al passato azionista. Immutata rimane la capacità di riassumere i valori della democrazia.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663894
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Briganti e brigantaggio in Levi e Scotellaro: La memoria intermedia
    • Authors: Marmo; M.
      Pages: 600 - 617
      Abstract: Il saggio svolge una lettura delle pagine di Levi e Scotellaro che richiamano il brigantaggio postunitario con metodologia che, da aggiornate tematiche storiografiche e dalla letteratura sui due scrittori, va all’analisi testuale. Significativi sviluppi storiografici mettono in luce le complessità del conflitto legittimista che insanguinò ampi territori meridionali lungo l’unificazione nazionale, affiancando alle vie già battute sulla questione sociale una rinnovata attenzione agli aspetti di guerra civile, ricorrenti nelle fonti coeve, di cui è interessante studiare la memoria sociale rintracciabile lungo la storia italiana. La memoria intermedia restituita da Levi risulta ricca, nell’affiancare voci paesane frastagliate sull’antica tragica vicenda, alla personale propensione interpretativa relativista, che fa del Cristo si è fermato a Eboli un’originale prova fuori disciplina del campo antropologico writing culture. I lunghi interventi d’autore restituiscono peraltro al contesto politico resistenziale-azionista il discorso astraente sul brigantaggio come guerra contadina antistatalista. Un deposito memoriale diverso viene nel dopoguerra nella celebre poesia di Scotellaro Sempre nuova è l’alba, che include un richiamo simbolico all’antico brigante solitario e perdente, da lasciare ormai al passato. L’evocazione di enigmatica bellezza è particolarmente significativa nel far precedere, alla chiusura ottimista, le tensioni tra incertezze politiche e inquietudini esistenziali, che segnano a tutto tondo la figura di Scotellaro.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662277
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • La pittura moderna di Carlo Levi
    • Authors: Ragozzino; M.
      Pages: 618 - 629
      Abstract: Il saggio si estende come una biografia intellettuale che intreccia il percorso pittorico con gli eventi storico-politici, compresa la cospirazione antifascista del Movimento di Giustizia e Libertà all’interno del quale Levi godeva di un carisma naturale. L’esperienza pittorica di Levi viene sviscerata nelle varie fasi con riferimento, tra l’altro, alle antiche suggestioni di Casorati, al sodalizio nel Gruppo dei Sei, al ruolo di Persico e Venturi e di poi alla "conversione" che il confino in Lucania favorisce e configura come punto di arrivo importante nella evoluzione artistica sotto forma di peculiare "realismo umano". Nel secondo dopoguerra la letteratura prende il sopravvento insieme alla critica e alla teoria politica, la pittura in certo modo involve dopo aver visto l’acme della maturità tra il 1929 e il 1936.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663904
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Una lettera inedita a Rocco Mazzarone
    • Pages: 630 - 630
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662858
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Attualita di Scotellaro
    • Authors: Lagioia; N.
      Pages: 631 - 633
      Abstract: L'articolo esplora il sud Italia come luogo delle più stridenti contraddizioni e la fine, almeno al momento, di alcune speranze emerse; ciò con riverbero sia da un punto di vista sociale che culturale. L'attualità di Scotellaro emerge nel tipo di scrittura contaminata che sperimenta, nella cultura come fonte di progettualità politica, nell'idea di un sud trascendente più che preistorico.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663907
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Scotellaro tra i Nobel: La fortuna precoce delle traduzioni americane
    • Authors: Guida; P.
      Pages: 634 - 659
      Abstract: Le prime traduzioni americane delle poesie di Rocco Scotellaro risalgono al 1953, quando il poeta era pressocché sconosciuto in Italia in quanto gran parte dei suoi scritti fu pubblicata postuma grazie all’interessamento di Carlo Levi e Rossi Doria. Nonostante i premi e i riconoscimenti l’opera di Scotellaro, ed in partricolare la sua poesia, è rimasta confinata in quella sorta di periferia culturale ben separata dal novero di autori "degni" di essere inseriti nelle antologie nazionali. Non così nel sistema culturale anglo-americano. Scotellaro fu infatti uno dei primi poeti italiani ad essere tradotto e presentato al pubblico americano e le sue poesie furono inserite in antologie e riviste accanto a quelle di Ungaretti, Montale, Saba e Quasimodo, solo per citare i più famosi a livello internazionale. Il presente saggio ricostruisce la presenza di Scotellaro negli USA e propone un’analisi delle traduzioni dei diversi traduttori che nel corso di mezzo secolo si sono cimentati con i versi del poeta lucano, evidenziandone l’approccio traduttivo e le strategie editoriali.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816656813
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Il processo a Scotellaro
    • Authors: Porcari; M.
      Pages: 660 - 666
      Abstract: Alla luce dell’incartamento superstite viene chiarita la vicenda giudiziaria che portò Scotellaro in carcere a Matera per più di quaranta giorni; fu, come espicitato nella Requisitoria del Procuratore Generale, un chiaro disegno di vendetta politica inteso a bruciare il giovane Sindaco socialista che tanto consenso riscuoteva tra i contadini, in quanto divenuto portavoce autentico delle loro rivendicazioni. Le trame del processo vengono illuminate nel particolare contesto politico-sociale della ricostruzione in Italia all’indomani della seconda guerra mondiale.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663906
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Intervista a Carlo Levi su Scotellaro
    • Authors: De Luca; M.
      Pages: 667 - 669
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663905
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Scotellaro poeta eclettico (e poco contadino)
    • Authors: Giovannetti; P.
      Pages: 670 - 685
      Abstract: Il saggio illustra i rapporti fra la poesia di Rocco Scotellaro e le principali tradizioni della poesia italiana novecentesca. Pur in presenza di un corpus testuale eterogeneo, non privo di notevoli discontinuità, il suo nucleo forte, affidato alle liriche di È fatto giorno (1954), rivela un profilo stilistico meno ingenuo (meno immediatamente popolare) di quanto solitamente si creda. Certe sprezzature sintattiche non sono estranee alla prosa ‘modernista’ degli anni Trenta, e anche le frequenti scelte metriche sospese, claudicanti, sembrano essere il frutto di una ricerca, esemplarmente incardinata sulla figura dell’ellissi. Ne è prova il fatto che Scotellaro non realizza pressoché mai una poesia in senso pieno narrativa: la sua è un’esperienza che si muove quasi senza residui all’interno del genere lirico, anche se – beninteso – è sempre attenta a mettere in rapporto fra loro l’io isolato del locutore e il noi di una comunità che al soggetto possa conferire un senso. Da questo punto di vista, allora, non stupiscono alcune tangenze con la produzione poetica di Amelia Rosselli, che dal popolare ‘concettualizzato’ di Scotellaro ha certo appreso molto.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816656778
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • In attesa di riscontro: Postille a Scotellaro
    • Authors: Manica; R.
      Pages: 686 - 693
      Abstract: Il saggio indaga nell'ottica di ciò che rimane di Scotellaro anche in rapporto al vicinato tra "cugini" socialisti e comunisti, dove emerge prioritariamente una componente psicologica. Sembra che il progetto letterario di Scotellaro abbia funzionato meglio nella sua prosa e torna emblematico il giudizio di Amelia Rosselli su Contadini del Sud. Partendo da un'indicazione di Pasolini sulla lingua, in verità frettolosa, vengono proposte notazioni puntuali. Penetrante l'indagine circa la presenza scotellariana nelle antologie e specie in "Quarta Generazione".
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663919
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • "I padri della terra". Perlustrazioni sulle fonti della poesia di
           Scotellaro
    • Authors: Imbriani; M. T.
      Pages: 694 - 713
      Abstract: In questo saggio si analizza la ricerca tematica e stilistica della poesia di Rocco Scotellaro, che, in tutta la sua opera recentemente sistemata, e fin dagli esordi, si dimostra autore perfettamente consapevole del rapporto tra tradizione e innovazione. A partire dalla traduzione/riscrittura di un’ode oraziana e dalle letture del liceale viene indagato il rapporto stilistico con diverse fonti antiche (Euripide, Virgilio, Orazio) e moderne (Leopardi, Carducci, Pascoli e d’Annunzio) al fine di rintracciare un possibile "sistema". Il poeta utilizza innanzitutto la citazione lessicale come prestito spesso usato in diminutio, poi, acquisito l’universo di pensiero delle fonti di riferimento, adotta metodicamente il rovesciamento della tradizione attraverso una sorta di risposta a distanza dove la fonte entra di fatto come sottinteso significativo. Si tratta di una retorica alta e profondamente consapevole che introduce il nuovo sullo sfondo della tradizione attraverso l’ironia tragica: e infatti dalla tragedia antica e moderna derivano prestiti assai pregnanti. Nell’incontro tra elemento alto della tradizione ed elementi mitico-favolistici della cultura popolare, sia sul versante più prettamente retorico sia sul versante dei temi, si annida la vera novità della poesia scotellariana, una sorta di "reinvenzione" del classico destinata ad avere, sebbene silenziosamente, largo seguito nella post-modernità.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816656834
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Rocco Scotellaro, la voce del silenzio
    • Authors: Battistini; A.
      Pages: 714 - 723
      Abstract: Nel descrivere la personale vicenda esistenziale e politica, Rocco Scotellaro, in modo non diverso da un ventriloquo, dà anche voce al popolo muto da cui proviene, immerso fino allora "nel buio dell’inespressione". Da una parte, per la sua trovata capacità di parola, se ne distacca, dall’altra, in equilibrio tra le pulsioni individuali e l’essere portavoce della comunità cui appartiene, assurge vichianamente a "universale fantastico" dei contadini del Sud e, in senso lato, l’interprete di tutte le genti di ogni Sud di ogni continente, di ogni mondo subalterno che vive la stessa condizione antropologica. "Distacco partecipe" potrebbe essere l’ossimoro che meglio riassume questa forza rappresentativa, che fa trasparire una dimensione corale e insieme qualcosa che la trascende. In ogni caso, dando voce alla "buia Lucania", Scotellaro è riuscito a sottrarla all’isolamento, facendole trovare nella parola il senso profondo della sua esistenza.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816656793
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Le memorie ingarbugliate. Tensioni autobiografiche nellUva puttanella e in
           Contadini del Sud di Scotellaro
    • Authors: Marchese; L.
      Pages: 724 - 738
      Abstract: L’intervento s’inserisce nel dibattito sull’autobiografismo di Scotellaro nelle sue due maggiori opere in prosa, arrivateci incomplete e non pronte per la pubblicazione:Contadini del Sud e, soprattutto, L’uva puttanella, che Scotellaro definiva in fase di preparazione un "romanzo". Se Contadini del Sud, nelle parti disponibili oggi, sembra anticipare alcuni esiti dell’attuale non-fiction per via dell’uso disinvolto del materiale documentario, del risalto dato alle testimonianze e alle ricognizioni sul campo, della creazione di veri e propri "personaggi" a tutto tondo che si esprimono direttamente sulla pagina, L’uva puttanella ha caratteristiche che ne sottolineano invece l’inattualità e insieme la natura di memoir ancora, alla morte di Scotellaro, incerto sulla direzione da prendere. Vengono proposte alcune ricognizioni testuali intorno all’Uva puttanella, al fine di ricostruire la sua natura autobiografica sospesa fra autoapologia politica (il testo fu iniziato durante la prigionia di Scotellaro) ed espressione poetica, ricordo familiare e apertura in forma di micro-racconti di alcuni abitanti del paese. Non si ricompongono le tensioni narrative di una prosa ellittica per scelta, che tende al frammento di realtà da una parte e al lirismo dall’altra: è ciò che sembra dimostrare la conclusione della Parte prima, di cui si propone una nuova lettura.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662833
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Contadini del Sud tra valore documentario e dimensione letteraria
    • Authors: Mirizzi; F.
      Pages: 739 - 751
      Abstract: Nel saggio si ricostruisce, tenendo sullo sfondo i temi del dibattito intorno alla vicenda politica, intellettuale e umana di Rocco Scotellaro, la genesi di Contadini del Sud dal progetto di ricerca proposto all’editore Vito Laterza alle edizioni a stampa delle sole cinque vite completate dallo stesso Scotellaro prima che la morte, all’età di trent’anni, lo cogliesse improvvisamente e prematuramente. Se ne discutono quindi il metodo adottato e la scelta stilistica, tra letteratura, realismo poetico e il valore di documento attribuito ai racconti pubblicati nel libro. Infine si evidenzia la funzione di Contadini del Sud come opera fondatrice di una tradizione di studi sulle storie di vita, alla quale l’opera di Scotellaro ha variamente lasciato come forme ereditarie, tra le altre cose, il senso della ricerca come forma di partecipazione e la capacità di ascolto delle voci e il loro conseguente farsene interprete in un universo culturale altro rispetto a quello di provenienza.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662817
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Filologia e critica per Scotellaro narratore inedito e raro
    • Authors: DellAquila; G.
      Pages: 752 - 792
      Abstract: Dai materiali narrativi inediti e rari di Rocco Scotellaro vengono qui recuperati e pubblicati in forma filologicamente corretta dieci testi; si tratta di racconti, novelle e prose, composti tra il 1942 e il 1951.Molti dei temi presenti nella produzione già nota, quella raccolta nel volume Uno si distrae al bivio e quella dispersa in riviste e quotidiani, tornano con modalità di scrittura che confermano la varietà di opzioni e una vocazione al racconto non meno convincente di quella poetica.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662269
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Le spoglie divise. Poesie per Scotellaro
    • Authors: Guida; A.
      Pages: 793 - 800
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663884
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Rocco Scotellaro e le arti visive
    • Authors: Fuccella; P.
      Pages: 801 - 810
      Abstract: Il contributo approfondisce un aspetto poco noto della formazione e della vita stessa di Rocco Scotellaro, ovvero il rapporto con l’arte e gli artisti del suo tempo. Una sensibilità che emerge già tra i banchi del Liceo e poi si matura anche grazie alla frequentazione di Carlo Levi. Ugualmente, il testo illustra le principali testimonianze artistiche che Scotellaro ha ispirato in vita e post mortem; si tratta di ritratti, paesaggi e racconti illustrati che rendono ancora vitali l’immagine e la storia del poeta-contadino.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663896
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Sinisgalli e Scotellaro: Storia di un incontro
    • Authors: Russo; B.
      Pages: 811 - 822
      Abstract: L’oggetto dell’analisi di questo saggio verte su tre direttrici. Il primo riguarda la ricostruzione storica dell’incontro, l’unico, tra Leonardo Sinisgalli e Rocco Scotellaro a Montemurro, in provincia di Potenza, attraverso fotografie e documenti. La seconda parte cerca di comprendere la natura delle relazioni tra il giovane Scotellaro, ammiratore di Sinisgalli e delle sue poesie, e il poeta-ingegnere, la cui fama era già consolidata. Nell’ultima sezione si suggerisce un’ipotesi originale: la prematura morte di Scotellaro, insieme ad altri eventi umani e professionali, ha influenzato Leonardo Sinisgalli, che dal castello di quella formidabile portaerei che era la rivista tecnico-culturale Civiltà delle macchine (1953–1958), punterà verso una rotta di impegno meridionalistico.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662266
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Scotellaro, Mario Colombi Guidotti e "Il Raccoglitore" di Parma
    • Authors: Briganti; P.
      Pages: 823 - 832
      Abstract: Due troppo rapidi destini esistenziali con un minimo incrocio in extremis, carico di promesse letterarie, appena delibate. Si parla qui dell’incipiente amicizia fra Rocco Scotellaro e Mario Colombi Guidotti: due giovani letterati trentenni, entrambi di brevissima vita, quasi polarmente diversi, non solo geograficamente – uno del Sud (Tricarico), l’altro del Nord (Parma) – ma anche per estrazione sociale, inclinazioni politiche, propensioni letterarie. Eppure, nell’arco di appena un mese (dall’incontro a metà novembre ’53 all’improvvisa scomparsa di Scotellaro il 15 dicembre), i due stavano già costruendo un fecondo rapporto di collaborazione: Mario aveva già pubblicato infatti, il 10 dicembre, su "Il Raccoglitore" (la pagina culturale da lui diretta), Cena, una bella poesia di Rocco, ideologicamente programmatica (testo che commentiamo, ripresentandolo in quella stessa prima redazione); poi però, al critico di Parma, restò soltanto lo spazio immediato d’un sincero e accorato ricordo il 7 gennaio ’54 e, quasi alla fine di quell’anno, l’occasione d’una recensione, lucidamente spassionata, a È fatto giorno, la raccolta postuma del poeta lucano. Di lì a poco infine, il 15 gennaio ’55, anche Colombi Guidotti avrebbe tragicamente perso la vita.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662279
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Rocco Scotellaro: Sei poesie tradotte in inglese
    • Authors: Bonaffini; L.
      Pages: 833 - 838
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662861
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Sei poesie tradotte in francese
    • Authors: Dotoli; G.
      Pages: 839 - 843
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663891
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Cinque poesie tradotte in spagnolo
    • Authors: Amusco; A. D.
      Pages: 844 - 846
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662264
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Tre poesie tradotte in portoghese
    • Authors: Sica; G.
      Pages: 847 - 849
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662872
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Quattro poesie tradotte in tedesco
    • Authors: Capano; L. P.
      Pages: 850 - 852
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662836
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Quattro poesie tradotte in russo
    • Authors: Solonovich; E.
      Pages: 853 - 856
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663920
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Tre poesie tradotte in arabo
    • Authors: Zarrouk; K.
      Pages: 857 - 858
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662832
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Tre poesie tradotte in giapponese
    • Authors: Hayashi; N.
      Pages: 859 - 860
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662278
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Due poesie tradotte in finlandese
    • Authors: Kinnunen; J.
      Pages: 861 - 861
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662275
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Traduzione in inglese da Uno si distrae al bivio (prologo ed epilogo)
    • Authors: Bonaffini; L.
      Pages: 862 - 864
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662862
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Passaggio alla citta: Musiche e canti per Rocco Scotellaro
    • Authors: Sparagna; A.
      Pages: 865 - 867
      Abstract: L'articolo è la testimonianza di come l'esperienza e la poesia di Scotellaro abbiano inciso sull'attività di un musicista ed etnomusicologo. In particolare, viene evidenziato il fascino della cultura orale nel suo variegato sistema di segni e come nella rielaborazione musicale di alcuni testi scotellariani sia stata determinante la conservazione del timbro originale, policromatico e di sicura appartenenza contadina. L'opera di Scotellaro è vista ancora attuale e antidoto alla crisi presente.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663885
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Composizioni su poesie di Scotellaro dall'opera sinfonico-corale Matera
           interviene
    • Authors: Gervasio; R.
      Pages: 868 - 882
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662855
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Composizioni su poesie di Scotellaro
    • Authors: Compositore; P. P.
      Pages: 883 - 886
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662854
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Scherzo per pioggia estiva composizione su testo di Scotellaro
    • Authors: Ventrella; N.
      Pages: 887 - 894
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662281
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • In autunno composizione su testo di Scotellaro
    • Authors: Francia; G. N.
      Pages: 895 - 905
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662274
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Lucania composizione su testo di Scotellaro
    • Authors: Vaglini; R.
      Pages: 906 - 912
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662857
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Il cinema contadino meridionale
    • Authors: di Gianni; L.
      Pages: 913 - 914
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662843
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Levi, Scotellaro e il cinema
    • Authors: Martelli; S.
      Pages: 915 - 946
      Abstract: Il saggio, utilizzando una consistente documentazione inedita presente in archivi pubblici e privati, ricostruisce il rapporto di Carlo Levi e di Rocco Scotellaro con il cinema. La trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli, realizzata da Francesco Rosi nel 1979, ha alle spalle un corposo e poco conosciuto capitolo che qui viene ricostruito dettagliatamente: registi coinvolti (Comencini, De Sica, Germi, Rossellini, Emmer, Lizzani), progetti di sceneggiature, lettere, ecc. Il secondo capitolo riguarda l'impegno diretto di Levi e di Scotellaro nella scrittura di soggetti, treatment e sceneggiature per il cinema, che negli anni 1946–1953 vede una collaborazione tra i due nei progetti che riguardano il Cristo e I fuochi di San Pancrazio. Tutti questi materiali vengono analizzati in rapporto all'attività intellettuale e alla produzione narrativa e poetica dei due scrittori ma anche al quadro in grande evoluzione del cinema italiano, dal neorealismo all'orizzonte di attesa di un nuovo pubblico popolare negli anni cinquanta.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663909
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Cristo '79: Rosi, la questione meridionale e il mondo perduto
    • Authors: Morreale; E.
      Pages: 947 - 952
      Abstract: Il saggio prende in esame la trasposizione cinematografica del Cristo si è fermato a Eboli fatta da Francesco Rosi, evidenziandone peraltro i mutamenti che il libro subisce. L’interpretazione si snoda con gli opportuni riferimenti alla realtà storica e socio-antropologica del Mezzogiorno d’Italia, divenendo perciò il film anche l’occasione per un rinnovato dibattito meridionalista. Il Cristo di Rosi viene letto anche alla luce di due importanti antecedenti: Padre padrone dei fratelli Taviani e L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663889
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • Levi, Scotellaro e il cinema documentario lucano. Saggio di antropologia
           storica
    • Authors: Esposito; V.
      Pages: 953 - 987
      Abstract: Carlo Levi, Rocco Scotellaro, Ernesto De Martino possono essere collocati tra gli interpreti più acuti della cultura tradizionale contadina meridionale italiana dell’ultimo dopoguerra. Il loro lavoro e il loro pensiero appartengono a quel patrimonio intellettuale nato con l’impegno politico-culturale attraverso cui, alla fine della II Guerra Mondiale, furono ripensati la questione meridionale e il meridionalismo progressista. Le loro ricerche e le loro opere influenzarono altri ricercatori, altri autori. Molti cineasti si ispirarono alle loro descrizioni e alle loro interpretazioni del Mezzogiorno, realizzando decine di film di impegno meridionalistico. Scopo del mio scritto è quello di rintracciare, in prospettiva antropologico-culturale, la loro influenza su alcuni film documentari prodotti in Italia tra il 1953 e il 1976, riguardanti in particolar modo la Lucania.
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816662860
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
  • La sceneggiatura per "Rocco Scotellaro"
    • Authors: Boggio; M.
      Pages: 988 - 1053
      PubDate: 2016-11-13T20:39:45-08:00
      DOI: 10.1177/0014585816663903
      Issue No: Vol. 50, No. 2 (2016)
       
 
 
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